"Fresco di stampa": Francesca Maria Federici “La prima festa”, peQuod, 2026. Segnalazione di Fabrizio Bregoli
Parole, che fino a ieri
cambiavo, virgole che spostavo
con disinvoltura
e gettavo via
oggi vi imprigiono,
con l’illusione delle lapidi.
*
L’altezza è già inscritta in quell’abbozzo
di corpo, così il colore degli occhi,
il modo di posare a terra i piedi
camminando e la tonalità della voce.
Ma le cellule non dicono
i tuoi quando o i tuoi se
e nemmeno i tuoi chi.
Per ora soltanto qualche guizzo, un utero
in bianco e nero, uno spazio sconfinato
in cui vedere quasi niente
e quasi tutto.
*
Questa sera hai tradito l’adolescenza.
È bastato trovarti a tavola con due sedicenni
e dire loro cose scontate e posticce
sull’amore e sulle relazioni.
È così che si diventa grandi?
Teorizzando, sintetizzando, parlando
per sentito dire. Dimenticando.
*
Vietato disturbare la conducente
Ogni giorno lei imbraccia l’enorme volante.
Lui sta seduto in prima fila,
anche il giorno di Natale.
Quando si alza per dirle qualcosa
attraverso il vetro
vedo metà dei loro visi
espandersi in sorrisi.
*
Rompono gli argini i tuorli,
viscidi rivoli sfuggono
al tagliere, ritrovandosi grumi
appiccicati a dita maldestre.
La felicità è un malinteso.
Quel che conta è non disunirsi,
fare come una palla di farina
che scorre liscia tra le mani.
*
Francesca Maria Federici (1988) vive a Milano. Collabora con la Biblioteca Ostinata di Milano, la libreria Arcadia Bookstore di Melzo e la Librando di Gallarate per l’organizzazione di incontri letterari. Nel 2025 ha ideato e condotto un laboratorio di poesia dedicato a persone fragili. È al suo secondo libro di poesia dopo Non era mia intenzione (Ensemble, 2023).
![]() |
La poesia contemporanea in lingua italiana |
