Post

Visualizzazione dei post da aprile, 2026

"Anteprima Portosepolto": Andrea Tosi, "Filari", peQuod, 2026

Immagine
Fine Deposto infine, che è l’inizio nell’infanzia dell’assenza. Siamo al luogo più lontano in città, da qui si rientra nelle braccia del niente; se lo credi perso o fiorito è a seconda che tu abbia incoronato i misteri o lasciati perdere, resi sterili. Sempre tu e non altri può decidere a chi dare in sorte la tua mente e le speranze conficcate con tremore nel domani o lasciare alla corrente, che è senso, alla brezza che è assenso ad una vita portata sulle spoglie di un sentire elargito; anche a te sta parlando il poco lume che si sporge dove cade la notte, il mattino randagio sui campi, e cielo e mattino cambiati in distanza in quel punto indiviso in cui tutto si unisce e decade, dove tutto si prepara al suo inizio * Raggiante questo niente che circonda la giornata, inonda il comparto allarmato di sforzi nulli, vaghe more cadute che trovano per strada il loro posto. Da una sequela di scelte in serie nasce un sentiero inguainato a me, dal passato ad elidere il mio accumulo in carenza, a...

Matteo Isoni, finalista Premio Poeti Oggi 2026

Immagine
RV3368 Galleggiano domande mute, le stesse, nel guscio di questo treno assonnato che trafigge la cecità della nebbia. Ti guardo salire bucando lo schermo con gli occhi, le cuffie saldate alle tempie: ci sei? Non so indovinare il tuo nome, e tu non provi nemmeno a cercarmi lo sguardo. Eppure siamo compagni inattesi in questo viaggio tentato, di fronte uno all'altro per caso, finché dura il binario. Tra volti bardati e display conficcati negli occhi, siamo codici sparsi di vite sparigliate a casaccio nel rumore bianco di cuori clonati. Ma ancora capaci – a volerlo– di allungarci una mano: che sia per un graffio o una tregua, è selvaggia questione d'istanti. * Matteo Isoni è nato in Toscana nel 1978, da sangue sardo e friulano, e risiede a Bientina, in provincia di Pisa. Nel febbraio 2026 ha pubblicato Pulviscolo d'albe - Piccole luci ostinate nel buio per Giovane Holden Edizioni. La poesia contemporanea in lingua italiana

Igor Giammanco, finalista Premio Poeti Oggi 2026

Immagine
E sentivamo che quello era il tempo, accovacciati perché il gioco prevedeva di restare immobili per non essere mangiati, anche se crescendo quella regola avremmo almeno potuto ridiscuterla perché non era giusto che sempre noi dovevamo nasconderci e i bambini più grandi i cacciatori o più semplicemente l’avremmo fatta nostra come un’idea del mondo. Il paese aveva tante mani e da ogni parte abbracci. Nella piazza era stare al centro del mondo e sempre uscivano alcuni dalle case come si va dal panettiere o la domenica riflessa nel marmo della chiesa come una cosa da vestire e per tutti il cielo era l’asfalto dove una volta avevano un terreno. Anche noi andavamo per restare ma solo pochi giorni e mai che ci chiamassero per nome. * Igor Giammanco è nato a Palermo nel luglio del 1986 e risiede a San Donato Milanese. Ha pubblicato  Come una cosa del mondo per Puntoacapo Editrice nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

"Fresco di stampa": Filippo Ticozzi, "Manovra di disostruzione", Puntoacapo Editrice, 2026

Immagine
Nel letto di ospedale i fiori sul davanzale sono acne di un viso giovane, buchi scavati da dentro. La finestra insuffla un’ossessione che accelera il respiro, alluminio dei contorni canna di fucile che non riflette nulla. Uno specchio in penombra secca la bava sul mento. Il tempo è una chiocciola svuotata dal lampo famelico del pettirosso, un’unghiata porpora che smembra il paesaggio di saggina e foschia. * Nel mezzo della carne non sento nulla, nella copula spesso già sazia la pelle si fa morbida. E invece bisognerebbe insorgere come quarti di bue nella vetrina del macellaio. E invece meglio fare da soli. Non sprecare niente. Meglio imbiancare nel letto, in attesa del disastro decisivo che il cellulare nell’altra mano aspetta. * I topi corrono in solai desolati, per questo non hanno distanza dai loro denti aguzzi, troppo aguzzi per afferrarsi la coda. Trascino i miei anni sulla montagna. Ho posato l’ultima pietra sulla bara ormai nascosta, che contiene mio padre. Un giorno che non ric...