Post

Visualizzazione dei post da luglio, 2024

Elena Micheletti, Finalista Premio Poeti Oggi 2024

Immagine
Anche se non è questa, Giulio, la guerra che ti sei portato a casa. Anche se l’hai inchiodata al muro tre volte e poi Cristo ha inchiodato te. Si rinnova solo adesso la tua assenza, nello sbrego nuovo del cielo, nello sbattere di corpi. E non sono i fuochi di San Giuseppe (il giorno in cui ti sei fatto padre). Ciò che so della Polonia, lo tenevi stretto nel pugno della mano sinistra e ti sfuggiva di carezza. Nessuno ha imparato niente dai tuoi occhi spaccati: Oggi a Chernhiv qualcuno è morto mentre aspettava il pane. * Elena Micheletti nasce ad Ancona, il 09/10/1987. Dopo aver conseguito gli studi in Lettere Moderne, presso l’Università di Bologna, inizia a lavorare come docente di scuola secondaria e si dedica maggiormente alla poesia. Nel 2020 pubblica la sua prima raccolta poetica intitolata Coazione a ripetere  tramite casa editrice “Nulla Die”. Attualmente è impegnata in un progetto performativo che unisce la poesia alla produzione di musica elettronica , intitolato “Cassandra”.

"Fresco di stampa": Alfredo Rienzi, "Custodi ed invasori", Arcipelago itaca Edizioni, 2024

Immagine
Questo è il campo dei suoni senza luce dove le foglie secche sul sentiero, indurite dall’agonia e dal vento, sono alle spalle unghie e fiati di cani d’ombra, incorporali, che inseguono il sussulto delle arterie fiutando nella nebbia la paura. È il luogo delle luci senza suono: io non posso invocarti in questa notte muta che non reca perdono né promesse, non ti desidero stella d’albedine che con raggio azzurrino ridai moto alle sfere: non in questo gorgo, in questa guerra nera, dove nel vento intollerante sfuma anche il mite profumo del sambuco. * Il ramo sminuzzato ha assunto forma d’osso l’osso ha venduto l’anima alla pietra mi chiedi di spiegarti il nome delle cose il caso o la ragione dei colori, gli spigoli la scabra superficie e come la pietra si disgrega in sabbia, la polvere, il groviglio delle radici e il frutto se l’eco rimanda sempre il nome detto o qualche volta azzardi a proseguire il verso. * Qui nessuno conosce il proprio nome nessuno ne ha memoria e l’austro nella notte,

Silvia Giacomini, Finalista Premio Poeti Oggi 2024

Immagine
Perdonatemi, rondini, se non vi seguo se rimango con le radici che vanno per vertigini a piantarsi nell’umido nero che mi nutre e mi mangia, se le mie ali disossate crollano nel vento alla deriva mentre le vostre si scontrano con l’aria per salire. Ma non crediate che sia ferma solo perché non mi muovo – con l’incavata sete di ogni fibra di me continuo impercettibilmente a crescere in direzione dell’irraggiungibile. Perdonatemi se sono tutt’uno con questo minimo boccone datomi di terra – è la mia natura, questa. Non abbiate la pretesa di cambiarmi. Ogni vivente ha il proprio inguaribile raggio, ciascuno è unico e magistrale è la sua via. La mia via è restare dove sono, è fedeltà a un tendere che non ha approdo il mio cammino senza passi. * Silvia Giacomini ha pubblicato due raccolte di racconti, Pozzanghere e bagliori e La metamorfosi delle cose , Progetto Cultura, 2011 e 2015, e le raccolte di poesie La sirena discorde , Edizione Ape, 2012, Il sangue del cielo , Italic Pequod, 2014,

Giulia Catricalà, tre poesie inedite

Immagine
Dire un padre come dire parole dire la solitudine di una foto sul comò  il falò nervoso del tempo… No!  Se mi manchi- allora- ti elenco in un aneddoto: così come dire Ricordi quel giorno in spiaggia? la fissità del frinire  la tua voce in un drone lo sfrigolio della schiuma  dopo il tuffo - e poi giù a ruzzolare sul fondale. Ricordi  Io che saluto i passanti   e tu che ricambi con un gesto, Sempre tu, dall’androne dell’universo.  * Al posto delle ali  una gerla di vimini dove raccogli funghi, forme millenarie da decifrare  come il sorriso di tua madre, e la sua giovane felicità di cent’anni,  cento aghi tra le labbra  per dirti “non ti preoccupare” . * Cerco un padre per chiudere il cerchio, un aldilà che maceri nella memoria che il primo tuo bacio è appeso tutto  a una lucciola nell’oscurità.  Scavo sotto la radice, c’è sfolgorio di terra argillosa cerco il tuo indice che mi indichi un volto nel vuoto come una posa. * Giulia Catricalà  nasce a Roma nel 1990. Si laurea alla facoltà di