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Visualizzazione dei post da novembre, 2022

Davide Castiglione, "Doveri di una costruzione", Industria & Letteratura, 2022

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Autoritratto Sei scalfibile qui. Sei sette anni indietro. Hai ricci estrosi e dei tratti smussati come le volute nella schiuma del chai latte. E sotto e accanto c’è lei; con la gioia di chi piega un po’ la testa. Ti squadra nelle linee di Varnelis un’altra foto scattata l’altro ieri. Sembri determinato, non pensi. Gli anni diritti in nette verticali. Chi avrà fatto bunker di un volto? Che lesione ha inflitto sulle lenti? Confronta le due, tentenna, trentenne si domanda se la faglia lo abbia innaturato o estromesso, se sia forza la cucitura scomparsa o piuttosto un tronco rattrappito strusciato dal conflitto che lo scansa. * L’altra Lo sporco della coscienza gli tracimava dagli occhi lei adesso veniva guardata in quel modo veniva guardata con quei detriti addosso perciò quando stava per lasciare il suolo la caviglia accesa di slancio nel vederlo qualcosa non tornava l’immagine di lui testimoniò l’odore e l’immersione nell’altra tutto immiseriva s’immerdava tutto le gambe le si fecero pe

"Fresco di stampa": Enrico Marià, "La direzione del sole", La nave di Teseo, 2022

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Che cos’è il mio vuoto un vangelo di orchidee le rose sdentate la sacra luce del cielo spaventato. * Dietro le balaustre i tanti ricoveri, e quella volta sottobraccio a mia madre come di un biglietto le prime righe. * Dopo il mondo sarà d’amore la discolpa di essere vivi il commosso perdersi della disperata erezione. * Sarà dogana di rose il mio minore morire farmi schegge d’impatto le note sulle righe i binari, quelle negli spazi. * Enrico Marià è nato il 15 luglio del 1977 a Novi Ligure. Ha pubblicato le raccolte: Enrico Marià (2004), Rivendicando disperatamente la vita (2006), Precipita con me (2007), Fino a qui (2010), Cosa resta (2015), I figli dei cani (2019). Suoi testi sono apparsi su antologie e riviste letterarie. ➡ Acquista il libro La poesia contemporanea in lingua italiana

Gabriele Lupi, "Fontana ovvero Distratta Attenzione", Liberodiscrivere, 2021. Segnalazione di Gabriele Borgna

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Così erbacea, mistica, marmorea, sigillata nei mormorii degli aromatici pescivendoli, nell’anarchia nostalgica, in autunni olivastri d’occhi e vento. Liguria che affondi elettrica nella noia dei versi canzonatori, nelle bacche di cipolle e limoni, nei gorgoglii placidi e assuefatti di qualche fermata provinciale. Liguria, trauma e magnificenza, genio dei più morbidi estraniamenti. * Sono nomi che affondano nelle ore e dei numeri in moto i vostri, che non si osano pronunciare, annunciare come se foste fili di ruggine che raccontano una storia: Langhe, crude torte, tappi di feste, pavimenti, e diventano tante parole che mormorano impetuosamente nel nostro silenzio casalingo e io tremo perché non so i vostri nomi. * Si insinua la solitudine nei nasi alla francese, come le profonde cipolle che vengono coperte dal pepe e dai carciofi, come il caffè soleggiato di un lunedì di luglio. Un’aurora gettata in un tombino di una strada periferica, aria e fiori bagnati, un molo invaso dalle onde soc

"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Valentina Furlotti

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Pago le bollette del mio amore per te. Alla grande domanda «Non lo so» dici  e dici: «Niente» mentre secoli dedicati  a un’esistenza double-face implodono e si declassano a tempo bieco, tempo sordo. * Valentina Furlotti si cimenta nell’impresa di scrivere una poesia d’amore e, con intelligenza, sceglie la strada dell’understatement, del sottotono lirico: la verifica sull’effettiva tenuta del sentimento, della sua verità, si traduce nell’immagine, quasi irriverente, delle “bollette” pagate, in una resa dei conti tutta contabile, liquidata a ordinaria amministrazione. Alla “grande domanda” posta dall’autrice corrisponde il vivace inserto dialogico all’insegna della indecidibilità o della minimizzazione da parte del suo interlocutore, ben presente anche se mai esplicitamente nominato, presenza-assenza di fronte alla grande sfida che si pone. Tutto si risolve allora nella scarna constatazione di “un’esistenza double-face” a cui si sono iperbolicamente dedicati “secoli” inutilmente spesi, p

Bando Premio Poeti Oggi 2023

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III EDIZIONE Il concorso si articola in un’unica sezione: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana senza limiti di lunghezza, tema o metrica. Sono inedite le poesie apparse su blog, siti e social media. Si partecipa con un singolo testo da inviare all’indirizzo: poetioggi@gmail.com specificando come oggetto “Premio Poeti Oggi”. SCADENZA BANDO 22 GENNAIO 2023 . Dovranno essere presentati due allegati: Allegato 1 - documento .docx (Word) contenente titolo (eventuale), testo della poesia, nome e cognome dell’autore, indirizzo mail e numero di telefono. Allegato 2 - documento (anche foto o scansione) che attesti il versamento della quota di partecipazione. Tutti i partecipanti regolarmente iscritti riceveranno una mail di conferma. La segreteria provvederà a inviare ai giudici i testi in forma anonima, identificati solo da un numero progressivo in base alla cronologia di iscrizione. La quota di partecipazione è di 5 euro a sostegno delle attività di Poeti Oggi nel diffondere la poe

"Fresco di stampa": Paolo Pera, "Pena di me stesso", Edizioni Ensemble, 2022

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Le nostre foglie negli ossari Poniamo le nostre foglie negli ossari, Le termiti ci rodono i calzari. Mercurio leggiadro vola Portando le interpretazioni Nel luogo del riposo, lì oso abbandonare Le mie fatiche alla disgregazione. * Maturità raggiunta Qui non si muore ancora, E nessuno sta morendo. Il tempo passa, e ci lascia Un senso di meraviglia: Se la giovinezza era l’età Della morte imperatrice, ora Stranamente piomba l’Eternità Di quei giorni che paiono Un’unica cosa, una realtà Piena di scibile in cui affoghiamo. * Il buio nel cortile Nell’eternità della notte, Gocce di mollica bianca. Io – rarefatto – assumo L’immagine che sputa le ossa D’un gemello caduto Disperando dell’altrove... V’è come un vecchio Signore Che attende i più bei giovani, Ma infine – poiché bisogna morire – Li rimanda tutti più in là. * Prima e dopo ogni esame Tutte le afte che il cielo mi dona Crescono in coro Allorché mi preparo Per quegli esami Di cui ho paura. È tanto bello scoprire le cose, Ma dover dimost