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Visualizzazione dei post da Marzo, 2022

Valentina Casadei, tre testi inediti

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Spingere la porta camminare senza inciampo tradita un migliaio di volte mi chiedo a cosa serva la luce il distaccarsi lento dopo l’amore il mio gesto sospeso a metà e nei guizzi di freddo lento Traboccare * Scalcio come angelo-cavallo come fresco lenzuolo pulito sbandiero il possesso e la voce rauca dello zero sprigiona quell’essenza senza pace di notti insonni scatena così lo spavento in tutto il suo candore bambino demunito senza smettere di salire l’uccello becchetta l’ultimo dito aggrappato alla scala cadere è il brivido che manca e il suolo diventa elastica salvezza rimbalzo facile capriola * È ora di dormire chiudere gli occhi nel buio che non conosce misteri ma sfumature scure di fogli sbavati col gomito ne conosco nelle notti di genti che crepano di gelo * Valentina Casadei è una sceneggiatrice, autrice e regista italiana. Diplomata in storia del cinema al Dams di Bologna e in sceneggiatura all’Eicar di Parigi, ha scritto e diretto tre cortometraggi: "Tutto su Emilia”, &q

Annalisa Rodeghiero, Premio Speciale della Giuria, Premio Poeti Oggi 2022

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Nei sogni abbracciamo gli angeli Siamo strade e ore scardinate adesso che verità è questo varco irrefrenabile d’estasi e paura, è questo esistere                                          nei rari attimi di luce dove il già visto è niente e santo il volto del mistero. Verità è l’assoluto stordimento, il nome mirabile quando trema e tutto in nome suo ritorna nelle cose e si fa fuoco se non ti accosti al mio fianco parte di me viva e non svelata,                                si fa parola se non ti sveli. E andiamo, come l’ingovernabile andare del fiume dove dice il vento. La chiamano circolazione doppia                                e completa quella degli umani ma noi nei sogni abbracciamo gli angeli ripetendo, ripetendo increduli: sì, tu mi vieni nel sangue, questa stanza, la primavera, si riempie di te ma solo se ci siamo lontani, solo se sapremo esserci lontani. *Il corsivo è un rimando a Elegie duinesi di Rainer Maria Rilke* * Annalisa Rodeghiero , nata ad Asiago, si è laureata i

Vanni Schiavoni, "Quaderno croato", Fallone Editore, 2020. Segnalazione di Claudia Di Palma

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Plitvička jezera Si rapprendono con lentezza le foreste dense nel parco di Plitvička diga del cielo per questo bacino che attraverso a guado col mio pallore ridicolo e le gambe indurite ai polpacci verso la tua felicità slacciata sulle guance a ruota di quell’incedere veloce che non ti stanca che ti porta ogni volta alle cime che cerchi una miccia brillante che detona il mondo. Ti cerco nello sguardo un segno del mio stesso smarrimento o l’avanguardia di un sentire non ancora collaudato: a quale forma diresti uguale tutto questo o almeno simile a qualcosa di già vissuto? Sarà diverso da adesso ogni vortice dell’acqua la spossatezza da una rampa di scale la diffidenza per ogni cosa che nasca liliale l’ombra attorno che si crede indelebile e la notte che viene puntuale. * Split Non spiega molto dei nodi marinari l’avvicendarsi dei tramonti a largo di Split quando il sole si piega all’orizzonte tenendosi per le dita senza dare punti di decisione. Tutto si specchia come in un contagio a co

Paola Mancinelli, Premio Speciale della Giuria, Premio Poeti Oggi 2022

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Stai nella riga del verso nel suo opportuno troncamento. Togli il superfluo, la ridondanza. Resta nel punto dove ogni dettato è fulgore di verbo. Allenati alla sintesi. Inchioda alla pagina la precisione del nome. * Paola Mancinelli (Taranto, 1974) approfondisce gli studi filosofici e teologici, ottenendo il titolo di Magistero in Scienze Religiose. È poeta e artista visuale. Ha esposto in mostre personali, collettive e di gruppo. È presente nel volume Secolo Donna 2021. Almanacco di poesia italiana e nel volume Sud. Viaggio nella poesia delle donne (Volume secondo) a cura di Bonifacio Vincenzi, Macabor Editore, 2020. Suoi inediti sono presenti nelle antologie poetiche Le biglie fanno rumore , a cura di Lorenzo Mele, Il Visionario Poesia (2020); Pensieri, versi, echi di emozioni , testo che raccoglie le opere dei premiati e dei selezionati per il VII Concorso Internazionale di Poesia «Parasio – Città di Imperia» (2020); nell’antologia poetica virtuale Transiti Poetici, Vol. XVIII, a

Nunzio Bellassai, "Due tempi", Edizioni Ensemble, 2021

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Solo i passi sveleranno l’illusione, affossati nel mistero che circonda i viali larghi di questa città che vive dei rumori passati. Avvolgeranno i confini dell’attesa senza profanare né capire, ma ora dentro di me ogni piccola cosa del mondo splende e riaffiora. Nel cielo tempestato di anime hai già smesso di parlare. * Sarà idolo del mio tempo la testa mozzata ai piedi del palo della luce. In alto le mani legate, sconosciute a chi finge che ignorare sia solo un privilegio. La folla assiste, senza riuscire a distinguere il tempo trascorso da quello mostrato, la polvere da ciò che è stato. * Ti guardo spesso tu lo sai ma non dici niente Il fumo gioca sul tuo viso smunto lo smorzi sullo schermo acceso una sigaretta rauca l’acqua sta bollendo Mi lasci il tempo di una pasta insipida che non avrai modo di correggere La tua assenza pranza con me il tuo corpo non mi conosce * La città vive fuori di me, in un sibilo sordo si espande e omette. Ai sopravvissuti non daremo tregua fino a restringe

Daniele Beghè, terzo classificato Premio Poeti Oggi 2022

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La banalità del traffico La logistica sembra una forma spicciola di logica, una banalità che torna nel rigiro dei corrieri, nel trasporto intermodale che ci avvolge. Una piattoforma, un transit point, un camion che arriva in una baia di cemento armato, che attende un muletto per lo sbarco, in una Normandia che non salva alcun soldato. Il codice a barre, la falsa contabilità delle emissioni, il picking vocale, l’etichetta che manda segnali, la lettera di vettura, il sincronismo efferato degli europallets. La norma tutto prevede e tutto permette alla cooperativa del polo logistico integrato nel paesaggio padano, con sede, legale, in Romania. Si occultano dietro acronimi i gestori di questa vita agra, del traffico che mai si ferma, del lavoro che non rende liberi. * Daniele Beghè è nato a Parma, dove vive. Laureato in Economia e Commercio ha pubblicato tre libri di poesia:  Galateo dell’abbandono  Ed . Tapirulan nel 2016 ;  Quindici quadri di quartiere ed altri versi  ed. Consulta libri

"Fresco di stampa": Lorenzo Fava, "Vile ed enorme", Arcipelago itaca Edizioni, 2022

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Fra te e l’umano c’è un occhio di differenza, da qualcosa sottrai sempre qualcos’altro e lo rifai ancora. La tua pena è non avere fine negli sguardi di chi lotta. * La nascita è di per sé un patto di fine, conta mille variabili, si interseca con sette discipline. L’uso del tempo, il talento coltivato, l’amore dato in dono. La precisione del tiro, l’arte di muovere il corpo, l’equilibrio del centro e la gentilezza del lascito. * Andavamo sui monti a far volare gli aquiloni il giorno che conoscesti le vertigini. Mano a mano il cielo schiariva e il vento era alleato. Il marchingegno più antico, ancora insuperato, stupiva chiunque, dappertutto. Sentivi dentro un volere alto, un canto di sole apriva le vette e una figura d’uomo guidava il gregge. Resse lui, d’un pezzo, la tua paura di essere ingoiato dalle altezze mentre lo spago ti trascinava sul vertice. * Dio interloquisce per un attimo e la parola è libera di volare. Pronuncia oltre il confine del pensabile, siede a margine con gli ulti

Davide Castiglione, secondo classificato Premio Poeti Oggi 2022

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In apnea A un certo punto gli occhi smettono di seguirti. Ti preferiscono i cartelloni, la plastica dei sedili. I geni incarcerati dentro me a un certo punto salpano, mettono il tesoro in salvo dall’ennesimo sfogo sulla tua pelle: che figlio debole il nostro sarebbe, sarebbe stato. Io tentato li seguo mi salvo dallo stagno dove il collo dei cigni sembra segato dai remi. Il becco asfissiato dalla vernice. Il paesaggio piatto in apnea. Quanta tenacia e piedistallo da parte tua, quanta terraferma. E spogliarelli, intelligenza. Sono mesi che non cucino un pasto decente. Eppure ho pensato d’invecchiarti accanto pregando gli spifferi di entrare, di sollevarci. * Davide Castiglione (Alessandria, 1985) è docente di materie letterarie e linguistiche all’Università di Vilnius in Lituania. Si è laureato a Pavia con una tesi su Vittorio Sereni traduttore da William Carlos Williams, e dottorato a Nottingham (Inghilterra) con una tesi sulla difficoltà nella poesia angloamericana, poi divenuta libro

"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Silvia Atzori

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Occasione per contarmi gli atomi stasera è il corallo lucido del cielo che oggi finisce in gloria d’oro smorzata in fiamma di fornello a gas.  E prima di spegnersi nel blu della cenere sussulta sussurra una saggia verità vera: anche se tu fossi pianta o sasso o verme anche allora mi ameresti: alla solitudine costretti ci si strappa  e quando arriva la sera è sempre d’Amore che si parla * Questa poesia di Silvia Atzori si caratterizza per la sua struttura circolare: al bisogno di fare i conti con sé stessi (“contarmi gli atomi stasera”) messo in evidenza dall’incipit fulminante fa da contraltare l’ultimo verso, ugualmente decisivo (“è sempre d’Amore che si parla”), chiusa dal sapore gnomico che bene riassume, nell’explicit, la ragione profonda da cui nasce la poesia stessa: parlare d’amore come rimedio unico alla solitudine di ciascuno, di tutti. Il testo si inserisce a pieno diritto nel genere lirico dal quale attinge espedienti evidenti soprattutto a livello di figure retoriche e per

Risultati definitivi Premio Poeti Oggi 2022

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La giuria del Premio Poeti Oggi 2022 formata da Fabrizio Bregoli, Claudia Di Palma, Gabriele Borgna, Annunziata Felice e Luca Bresciani ha definito all'unanimità la seguente classifica relativa ai 143 poeti che hanno candidato il proprio testo inedito. 1° classificato : Lorenzo Patàro 2° classificato : Davide Castiglione 3° classificato : Daniele Beghè Premio Speciale della Giuria : Paola Mancinelli, Annalisa Rodeghiero Finalisti a pari merito: Maria Consiglia Alvino, Stefano Bortolussi, Francesco Cagnetta, Eleonora Conti, Elisa des Dorides, Elisabetta Liberatore, Gianni Minerva, Giorgio Papitto, Matteo Piergigli, Fiorella Rega, Elisabetta Sancino, Antonella Sica, Valerio Vigliaturo. Poeti Oggi pubblicherà i testi degli autori entro l'estate 2022 rispettando l'ordine di classifica. Per i finalisti a pari merito rispetteremo l'ordine alfabetico. Ricordiamo che i l concorso era rivolto a tutti i poeti italiani e stranieri e si articolava in un’unica sezione: Poesia inedit

Lorenzo Patàro, 1° classificato Premio Poeti Oggi 2022

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Sentire come allora. Bambini-parco-giochi. Sentire la vita come allora e in un punto preciso, dentro al petto. Chiaro nitido pungente. Accorgersi del noto. Lo spazio tra le cose, tra il piede che si alza nella corsa e il piede-àncora che tiene. Polvere, il radioso nello spazio tra le dita. Sentire un freddo che è lontano, acuminato. Universo che semina nel petto qualcosa di antico e benedetto. In cerchio si osserva la ferita al ginocchio del bambino, sangue e pelle, il suo frantumo. Sentire come allora. Farsi tana e nascondersi era un modo per lasciare il mondo vuoto, farsi mondo nel mondo e nascondersi nel vuoto lasciato dalle cose. Qualcuno ci cercava. E noi acquattati come i morti. In attesa. Trattenendo il respiro come loro. * L’infanzia è una miniera inestinguibile di esperienze e di ricordi da cui scaturisce con efficacia la vena della poesia, come sostiene anche Rilke nella sua “Lettera a un giovane poeta”: ne abbiamo un’ulteriore dimostrazione in questa poesia di Lorenzo Patàro

Franca Grisoni, "Le crepe", Pordenonelegge - Samuele Editore, 2021

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A olte, a olte el rot el pöl eser giöstat. A olte el segn el resta: chí l’era spacat. Ma quala grasia el segn mia scancelat: grasia la crepa che l’or el gh’à sanat segn de l’artista che ’l gh’à rimes le ma nel vas presius che ’l vé riconsegnat. A volte, a volte il rotto / può essere riparato. / A volte il segno resta: / qui era spaccato. / Ma quale grazia / il segno non cancellato: / grazia la crepa, / che l’oro ha sanato / segno dell’artista / che ci ha rimesso le mani / nel vaso prezioso / che viene riconsegnato. * Amó ’l me ciama: averte le sò ma le bat en del spetam e me per strada se drita söi sò pas o se perdida el so: l’è sò el ciocà me ’l sente deter al sanc che ’l mena el me sperà d’eser menada. Mi chiama ancora: / aperte le sue mani / battono nell’aspettarmi / e io per strada / se diritta sui suoi passi / o se smarrita / lo so: è suo il battere / me lo sento dentro il sangue / che conduce il mio sperare / d’essere condotta. * Sgiüfa la facia come la gh’ès pianzit, ma a sec. E