Marco Saya, poesie inedite
Poesie tratte dalla silloge inedita "Sottopassi" La Terra domani, dimmi, ci sarà ancora? La incontreremo per strada, stanca ma viva, o solo come ricordo nelle mappe stuprate da ingordi assassini? Sopravviverà un respiro, inquieto tra ombre mute? Cammino lento, qualcosa indugia tra le pietre. * Il tempo non scorre, s’accomoda. Lascia un frutto sospeso, già vinto prima di cadere. L’occasione è stata questa opacità, questo segno che non apre. * Il vento è il respiro dei morti. Il sibilo la loro voce. Ci dicono che va tutto bene, di non avere paura, il sole tramonta per poi risorgere, un raggio, da qualche parte, illuminerà quel seme ora nascosto. * La biro rubata al supermercato, la pizza con gli amici non pagata, il compagno preso a “zainate”. Il taglio della coda della lucertola, trofeo da esibire in classe. La libertà di sentirsi senza regole sino all’arrivo del carabiniere e mio padre mi uccideva con lo sguardo. * Milano mi abbracciava o forse no c’era una luna piena, immobi...