Luigi Finucci, tre poesie inedite
Ricordo le mani dentro la terra la frescura degli animali sotterranei che stanno zitti, le parole dentro. Vedere le case è un sollievo perdere un gioco. Il cane ha gli occhi fissi in direzione delle intenzioni. L'estate sembra avere i giorni uguali di meraviglia, intervallati verso l'ora di sera da quelle voci di madre, come a dire - torna a casa, alla vita. * Piove. Sia benedetto il riparo chi ascolta veramente come le madri di notte, immaginano risvolti nefasti e allora decidono di restare. Alla fine non succede nulla. Si rischiara il cielo e sono gli alberi dopo la pioggia a tenere il peso degli uccelli. * Solo di giorno ho sentito il marmo per le scale raccontarti il divario che saltavo due a due, tanta era la frenesia. Le nove e ventidue del mattino, la pianta dell’albicocco aveva le rughe di mio nonno, l’eretta posizione veniva a mancare. Intorno al tronco la terra era scura, i semi stavano più in là: i frutti stavano sospesi quasi a dire – primavera ed estate siete così ...