Igor Giammanco, finalista Premio Poeti Oggi 2026
E sentivamo che quello era il tempo, accovacciati perché il gioco prevedeva di restare immobili per non essere mangiati, anche se crescendo quella regola avremmo almeno potuto ridiscuterla perché non era giusto che sempre noi dovevamo nasconderci e i bambini più grandi i cacciatori o più semplicemente l’avremmo fatta nostra come un’idea del mondo. Il paese aveva tante mani e da ogni parte abbracci. Nella piazza era stare al centro del mondo e sempre uscivano alcuni dalle case come si va dal panettiere o la domenica riflessa nel marmo della chiesa come una cosa da vestire e per tutti il cielo era l’asfalto dove una volta avevano un terreno. Anche noi andavamo per restare ma solo pochi giorni e mai che ci chiamassero per nome. * Igor Giammanco è nato a Palermo nel luglio del 1986 e risiede a San Donato Milanese. Ha pubblicato Come una cosa del mondo per Puntoacapo Editrice nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana