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Lucia Re, "È terra bruciata", Valigie Rosse, 2026

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A proposito dell’attesa mi hai fatto togliere gli orologi da tutti i muri dai polsi i gioielli gli anelli che poi quali gioielli mai. Mi hai fatto sentire il tempo come resto di tempo, e in assenza di lancette avevamo due palpebre ognuno ad assillarci, dormienti, inferocite. Ci credo che non ci guardavamo più. L’attesa gaglioffa di un muro da riempire di un lungo corridoio da incupire ancora un altro pezzo di mondo da distruggere. Per fortuna tu non sei il mio sangue * Ho tutte le braccia segnate come per dirmi qualcosa per dire che qualcosa dal nulla è avvenuto, dal deserto che eravamo noi disfatti ormai pure nei difetti nei nostri odi marci pure i dolori. Qualcosa che anche su questo tavolo tra lo scottex e il detersivo imputridisce il blocknotes della spesa vuoto. * Ritorno a me con un velo una sciarpa un mantello un ombrello una copertura dal freddo dal caldo dall’aria dal mare largo dei sogni da quasi tutto ciò che è profondo che è grande lo spazio il tempo il futuro mi stringo mi...

Bando Premio Poeti Oggi 2027

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Il concorso giunto alla settima edizione si articola in un’unica sezione: poesia inedita a tema libero in lingua italiana senza limiti di lunghezza e metrica. Sono inedite le poesie che non fanno parte di un'opera avente codice ISBN anche se apparse su blog, siti e social media. Si partecipa con un singolo testo da inviare all’indirizzo: poetioggi@gmail.com specificando come oggetto “Premio Poeti Oggi”. Iscrizioni entro il 20 dicembre 2026, non ci saranno proroghe. È richiesto un sostegno di 5 euro a supporto delle attività di Poeti Oggi nel diffondere la poesia contemporanea in lingua italiana, da versare tramite circuito PayPal (amici e familiari), destinatario: poetioggi@gmail.com, casuale: donazione sostegno Poeti Oggi  o tramite bonifico IBAN IT58A0760113700001024644278 intestato a Luca Bresciani, casuale: donazione sostegno Poeti Oggi . Per iscriversi regolarmente al concorso dovranno essere presentati due allegati: Allegato 1 - documento .docx o pdf contenente titolo del...

Luigi Finucci, tre poesie inedite

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Ricordo le mani dentro la terra la frescura degli animali sotterranei che stanno zitti, le parole dentro. Vedere le case è un sollievo perdere un gioco. Il cane ha gli occhi fissi in direzione delle intenzioni. L'estate sembra avere i giorni uguali di meraviglia, intervallati verso l'ora di sera da quelle voci di madre, come a dire - torna a casa, alla vita. * Piove. Sia benedetto il riparo chi ascolta veramente come le madri di notte, immaginano risvolti nefasti e allora decidono di restare. Alla fine non succede nulla. Si rischiara il cielo e sono gli alberi dopo la pioggia a tenere il peso degli uccelli. * Solo di giorno ho sentito il marmo per le scale raccontarti il divario che saltavo due a due, tanta era la frenesia. Le nove e ventidue del mattino, la pianta dell’albicocco aveva le rughe di mio nonno, l’eretta posizione veniva a mancare. Intorno al tronco la terra era scura, i semi stavano più in là: i frutti stavano sospesi quasi a dire – primavera ed estate siete così ...

"Anteprima Portosepolto": Lucilla Trapazzo, "La quiescenza del seme", peQuod, 2026

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Anthozoa Ci vuole la grazia luminosa del corallo nell’arte del distacco. Si chiudono gli occhi e poi si apre la mano nella resa finché non cade il seme dall’animale al fiore incastonato. Poi in dissolvenza si svanisce. Ci vuole della fede il timbro chiaro. Ci vuole in fondo solo amore. * Alla finestra Quando il mondo si è fermato abbiamo aperto le finestre e versato note a sanguinare nella sera viola. Da quale oscura solitudine ci solleva questo dare e questo andare di lingue di acqua e di vetro? Si rivela nostra questa immensità (moltitudini che inondano gli schermi) mi colma e io non lo so dire Ogni giorno semino parole versipelle che colgono gli uccelli e vanno forse a impollinare menti C’è ancora posto per la luce c’è ancora questa cosa di carne e di materia che noi chiamiamo Uomo * Sala d’attesa La bambina scrive segni con le dita sulla schiena. Qualcuno fiata a voce bassa. Inquieto il tempo smaglia il ritmo di gocciole nei tubi. Grave di passi il dubbio di ragni di timore e di sp...

"Fresco di stampa": Claudia Di Palma, "La resa dei nomi", Sensibili alle foglie, 2026

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Non voglio essere compresa. Voglio essere suono, fonema che indugia prima di farsi parola. Voglio fingere tutti i significati possibili, poi lasciarli cadere, sfilarli uno ad uno dal respiro. * È in ogni luogo un’extracomunitaria. Questa la sua ubiquità, la sua onnipotenza: una richiesta d’asilo non pervenuta alla frontiera, un confine mancato, la voce. Naviga in acque internazionali continua a non appartenere. * Cos’altro potrebbe fare se non fuggire dalle gabbie, poi rientrare, riacciuffato dalle guardie, e di nuovo gettarsi oltre le sbarre? Avanti e indietro, dentro e fuori, sempre sulla soglia della legge. Cos’altro potrebbe fare un respiro, un evasore? * Lingua è una traduzione senza capo né coda come questa carne che l’origine scorda o disattende, ennesima traduzione di una dimenticanza. Lingua, lenzuolo bucato da più parti e non c’è da rattoppare, non si tratta di questo. Guardare attraverso la fessura. Non spiare. Guardare. C’è qualcuno? Un altro che come me guarda attraverso? ...

Antonio Sacco, tre haiku inediti

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le stelle alpine – uniti, io e te, in cima al mondo intero * fiocchi di neve – tutto intorno a me si ricompone * ciliegio in fiore – lei dice il mio nome senza una sillaba * Antonio Sacco è nato ad Agropoli nel 1984, vive e compone versi nel cuore del Parco Nazionale del Cilento (Vallo della Lucania, Salerno). È uno studioso e un ricercatore di poesia giapponese (soprattutto di poesia haiku). Ha pubblicato su molte riviste internazionali dedicate a questo genere poetico, oltre a essere l’autore di numerosi articoli sia tecnici sia divulgativi sulla poesia d’origine giapponese. Nuovo manuale di scrittura haikai. Vademecum pratico per comporre poesie haiku e altre forme poetiche di origine giapponese è la sua seconda opera pubblicata con Edizioni Nulla Die nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Carla Forza, tre poesie inedite

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Poesie tratte dalla raccolta inedita Di terre nell'epidermide Da lontano Si compone in un incavo il ritorno da un luogo remoto inconscio al suo nome Svia l'ombreggiare del corpo - il suo sembrare tronco aggrappato al suolo Oltre la strada l'ostinarsi dei campi  stirati dall'aria * Omelia dei non-luoghi Mi sorprendono sospese finestre  a riflettere gli interni contratti in arredi onirici e le irrealtà diffuse - conclamate a tratti nell'accartocciarsi triste  dei simboli  ermetiche sul funereo presente le serrande azzurre interdette agli acquisti Augé aveva forse torto: riconosco tutto l'umano  in quel libro sul tavolo * Il mio rifugio Amene concrezioni di me  messe a seccare sul davanzale  - epoché immantinente -  mentre fuori impera il cieco infuriare  parentesi bianca di tulle  che m’abbraccia e seduce                               eden indefinito nello scorcio o...

"Anteprima Portosepolto": Danila Di Croce , "Cose da sciogliere e rifare", peQuod, 2026

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Che faccia ha questa parentesi tra il mio e il tuo parlare – un vicolo distratto dalla strada principale chissà dove allontana. C’è sempre un altro verso da rifare: mai basta la dizione esatta delle cose, il solo nome. Preme una cadenza più sincera per sostare sopra i fossi e le radure, per dirigere il cammino tra le pietre che trattengono le nostre voci. * Potrebbe offrirsi così una parola, senza la pretesa di scandagliare abissi o innalzare cattedrali. Le stesse labbra strette di un bambino assorto a ritagliare figure: mai s’affilano per bene quei colori e il bianco non s’arrende a scomparire. * Ancora non s’apre il guscio di questo giorno, eppure c’è un verde che matura insieme alle stelle: collassa ogni atomo di storia, ogni invenzione si squaderna. L’estasi asciutta della voce tarda; non sa che dire addio è il più sicuro dei proclami, il più maldestro indizio d’affezione, l’isola che ricama appena un punto a croce sulla tela. * Come se potessero salvarci le parole dell’ultimo inco...

Paolo Maccari, una poesia inedita

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21 settembre 2023 Lo sentivamo negli ultimi tempi che era in viaggio e ora è giunta l’ora. Come sempre le ore radenti, ci ha sorpreso un po’ sfiniti, nascosti dietro a un muso trafelato. Per aumentare al massimo la nostra riserva di vergogna, abbiamo opposto blanda resistenza, come una mano che esita appena prima di toccare rassegnata la fronte in un saluto militare estorto da un potere superiore. Come una mano che ancora si stende a carezzare una fronte fredda. Come una mano che si stende ma trema troppo e si chiude a pugno e non sa dove sbucciare le nocche. E ora, cuore sbilenco, pendola irregolare, nessuno trepiderà per te in fondo al corridoio rabbuiato. Si sono spente le luci e nel cassetto famoso sono finite le candele. Bisogna che la coscienza torni giù. Lì ancora esiste scandalo per ciò che è piccolo e male. Apriamo lo stradario. C’è una via che porta verso la piazza. Non la interseca più la ferrovia. Giriamo la chiave, dopo aver salito due a due le scale di travertino. Giriamo...

Socrate Toselli, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Il mio vanto è guardarti nel silenzio quelle volte in cui non te ne accorgi per fissare nell’anima i tuoi gesti, cercarne il segreto insieme alle parole che solo pensi, che non dici ancora, stupendomi di quanto tu al mondo sia presente, così padrona delle tue poche cose. * Socrate Toselli è nato a Cori (LT) nel 1986. Originario di Bassiano, un piccolo paese collinare in provincia di Latina, vive a Latina dove svolge la professione di avvocato. Ha pubblicato due raccolte di poesie, entrambe nel 2024: Dentro una cosa sola  (Ensemble) e Trovare un cuore  (Fara Editore). La poesia contemporanea in lingua italiana