Andrea Galbiati, tre poesie inedite
Lordo consumo Con la bocca schifosa senza occhi di uomo eterno e sordo grida il culto di chi vince, sporca nel silenzio la miseria degl’ultimi. Le infinite cose inutili che lo sviluppo divora non bastano affatto, nel deliro di tutti modernissime spregiano il senso buono dell’utile di cui il progresso ha bisogno. Come un miracolo il sole pallido illumina da qui le isole più lontane immobili ancora nel mare caldo. * Metrofobia Occorre inzuppare i piedi nell'erba e camminare intirizziti spogliarsi di certe giacche impettite e squadrate sparpagliare gli occhi tra le calme onde dei fiumi bruni tra le luci elettriche delle periferie notturne ed ovunque tutto intorno. Occorre farlo o quel che resta è inutile all'ultimo respiro che certo non soffia su ciò che c'è stato di misurabile. * Cantiere Non conosco altro che il cantiere. E le sue tante voci dall’africa di sabbia alle pianure secche imbalsamate nella nebbia. E i suoi odori quello caus...