Paola Mancinelli, vincitrice Premio Poeti Oggi 2026


L’idea si piega
cambia forma, si inarca nel paesaggio
cerca una tana d’ombra
il solco di una voce.
L’inchiostro è una pozza d’acqua,
la lingua riaffiora dalle vertebre
in una notte sterminata di conchiglia
riconosce il punto, l’origine
il taglio dell’isola
un muso di animale che si specchia.
Anche oggi ti domandi come fare,
come poter dire un silenzio di gola che si inceppa.
E sempre ritornare, riaffiorare dal buio
del segreto, nel corpo bianco della parola
verticale. Imparare ancora a raccontare
la lenta ostinazione delle ossa, della polvere.

*

Il testo vincitore di Paola Mancinelli ha una chiara impronta metapoetica: cerca di cogliere quell’atto di nascita della poesia dal nulla, nell’inestinguibile polemos fra parola e silenzio “di gola che si inceppa”, fra “idea” e “voce” di cui cerca di definire il “solco”, riprendendo l’immagine ancestrale della scrittura come scavo, dissodamento (da cui lo stesso termine “verso”). In questo percorso, caratterizzato da tensione drammatica e conoscitiva, la creazione procede da alcuni segnali allusivi in un paesaggio insulare e animale dalla strutturazione simbolica, senza un contesto che lo identifichi chiaramente se non il suo bisogno di “riaffiorare dal buio”, ambire a espressione compiuta, anche se mai data definitivamente. Questo climax ascendente di appercezioni via via accumulantisi prende corpo nella parte finale della poesia mediante una successione davvero ottimamente riuscita di enjambement (“dal buio / del segreto”, “corpo bianco della parola / verticale”, “raccontare / la lenta ostinazione”) in cui il verso, apparentemente chiuso in sé, travalica inaspettatamente oltre, quasi a mimare una parola che si scopre sempre un passo avanti, più di quanto creda o sospetti. Il “corpo bianco”, oltre a essere il carattere tipografico della scrittura, in cui “l’inchiostro” stenta e si dibatte per emergere dalla sua “pozza d’acqua”, dal suo retaggio amniotico, è anche corpo fisicamente determinato, in un’associazione analogica che si estende fino all’ultimo verso, dove, alla consapevolezza della dissoluzione (“ossa”, “polvere”), fa da contraltare la “lenta ostinazione”, l’impossibile accettazione della resa.

Fabrizio Bregoli

*

In questa poesia Paola Mancinelli si interroga sulla forza della parola poetica e sul lavoro della scrittura. "L’inchiostro è una pozza d’acqua", scrive la poetessa. Il lavoro della scrittura sembra essere un lavoro con la materia, con gli elementi naturali, quasi un’alchimia. Il linguaggio, la parola poetica, emergono — o meglio riaffiorano — dal corpo ("La lingua riaffiora dalle vertebre") e al corpo ritornano. La poesia è il tentativo di dire "un silenzio di gola che si inceppa": è quindi una forma di esplorazione dell’indicibile. La parola poetica emerge dal corpo per dire il corpo stesso ("raccontare / la lenta ostinazione delle ossa"), come se tra parola e corpo non esistesse alcuna separazione.

Claudia Di Palma

*

Paola Mancinelli ci dona un testo carico di tensione emotiva che con grande abilità riesce a rendere concreta e quasi palpabile la dimensione astratta e mutevole dello scrivere. Quell'addentrarsi nelle insidiose profondità del proprio essere verso ciò che lo spagnolo Antonio Machado identificava come "nodi di luce" e che  Giorgio Caproni adottò come emblema per definere il punto esatto dell'animo umano dove l'io diventa noi, dove la propria verità personale coincede con la verità di tutti gli altri. Impresa quasi fallimentare che solo pochi poeti portano a compimento e senza dubbio Mancinelli fa parte di questa stretta cerchia di eletti. Siamo davanti a un testo che è una dichiarazione d'amore per tutti gli aspetti che governano l'atto del poetare, dove chi scrive ne accoglie le nebbie con la stessa ostinata devozione con cui ne conquista le limpidezze.

Luca Bresciani

*

Paola Mancinelli (Taranto, 1974), approfondisce gli studi filosofici e teologici, ottenendo il titolo di Magistero in Scienze Religiose. È poeta e artista visuale. Ha pubblicato la raccolta poetica La resa del grazie, Ladolfi (2019) e il libro d’artista Poesia, tempo presente. La parola e il tempo, Print Me (2014). Suoi testi sono stati pubblicati su numerose riviste di poesia e critica letteraria. Fa parte della redazione online della rivista Atelier, trimestrale di letteratura, poesia e critica. Chirurgia del vuoto, Pequod (2025) è la sua raccolta poetica più recente.



Paola Mancinelli
vincitrice Premio Poeti Oggi 2026