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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Elena Micheletti, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Senza titolo Prendi pure per buono quello che vedi. Comprese queste gambe striminzite, l'odore della mia orina. Rompersi non è un modo di dire: si rispettano le procedure. C'è una macchina-dicono- Ammazza-bambini, io la attraverso come un corridoio. Padre nostro che porti un cambio per la notte nelle buste della spesa e non ti smentisci. Ho una casa che mi aspetta, un cucciolo senza capo né coda. Ma il dolore è un prete che bisbiglia al peccatuccio e il Natale, fuori, non ci sente. * Elena Micheletti nasce ad Ancona, il 09/10/1987. Dopo aver conseguito gli studi in Lettere Moderne, presso l’Università di Bologna, inizia a lavorare come docente di scuola secondaria e si dedica maggiormente alla poesia. Ha pubblicato le raccolte poetiche intitolate  Coazione a ripetere  e A casa mia non si muore mai tramite la casa editrice Nulla Die. La poesia contemporanea in lingua italiana

"Fresco di stampa": Antonella Sica, "Sulla terra rotta", Arcipelago itaca Edizioni, 2026

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La madre sui corpi gli occhi divaricati gli uomini intonano il nome di dio  allineano i sacchi bianchi sulla terra rotta in fila come crisalididi pietra. * Azzurra dondola l’altalena il volo trattenuto da sacchi di trincea non ricorda la guerra la spinta che muove il vestito fioritosi gonfia nella luce le risate tra bambine contagiano la polvere disobbediscono alla paura. * Crocifisso a uno straccio la pelle tesa sullo sterno ha disimparato la voce un piatto vuoto gli occhi così grandi. * Sta composto al suo posto al primo banconon alza la voce non esce dal margine impara in fretta  a guardare dove guardano gli altri le guerre sono lontane solo pagine da sottolineare. * Salta il palazzo in aria tra le colonne del giornale le dita scavalcano le macerie  cercando la cronaca sportiva. * Nel flusso di notizie voci gonfie d’acqua i bambini  camminano sulla faglia che divide lo sguardo ogni giorno più piccoli                  ...

Isabella Paola Stoja, tre poesie inedite

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In questa via sperduta ci sono sempre stata solo io quel fiore, la radura maltenuta all’angolo un muretto. Se la percorro avanti mi rivedo ma se ritorno indietro forse incontro me stessa che domani già si avvia. Il punto è che in fondo al crocevia dovremmo allora ritrovarci tutte me adesso, me ieri, me domani al centro del meriggio la stessa sigaretta tra le mani accanto al fiore intruso nel cemento, l’unico che non cambia e non si immola all’ara d’una nuova storia… Ma presto svaniscono. Basta un istante, un fiato perché qualcosa accada e cambi me e la strada insieme volgendosi a silente minuendo a cui sottrarre il conto, trasformando le cose dal suo angolo di mondo. * Rispondo ad un nome che è sillabe e suoni nel soffio di chi me l’ha dato. Ricorda il bisnonno partito alla volta del fronte tornato azzoppato, dannato poi a vita al bastone. Ricorda una storia che specchia all’inverso la mia che non si raddrizza o compone, bastasse il bastone ch’è ancora alla porta d’ingresso. È un calco...

Giovanna Miceli, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Di me oggi rispondo, di te rispondere non posso. E alla porta non guardare spesso, ugualmente un cancello c’è nel giardino. […] Sergej Esenin I è un vento di ritorno a levigare i corpi il mio nome si fa carne viva ossa rilucenti [l’aria preme sui vetri fiorisce gli occhi parole pronte a cadere] II il fiore dell’agave alla finestra si curva e oscilla per dire un tempo un corpo lento in cui spezzarsi ricorda il grido del fiore quando avrai le parole, tutto il vento trattenuto negli occhi * Giovanna Miceli nasce nel 1970 a San Vito Lo Capo (Trapani), dove vive e lavora come docente di  Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Per Il Convivio editore ha pubblicato la sua prima opera in versi La memoria del bianco  nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

"Anteprima Portosepolto": Leda Erente, "Tornerà il grano a sfiorare i tetti", peQuod, 2026

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Per contemplare un fiore occorre uno sguardo profondo, capovolto. Saper cogliere un bagliore messaggero credere ai riflessi delle cose in tutte le cose fare una giravolta lasciare scorrere il mondo intorno fino a sdraiarsi per terra. Un grande viaggio comincia all’altezza di un filo d’erba. * Dall’orto puoi imparare a chinarti alla terra a scorgere la vita in un piccolo seme. Se lo avrai ben innaffiato nel tuo campo e se lo offrirai al vento con la sapienza di aspettare saprai riconoscerlo su una rigogliosa pianta al di là di ogni confine. * C’è tra il corpo della fiamma e il copricapo di luce una soglia di gestazione del buio. Ruota il turbante intorno al cuore che arde. Brucia, si fa parola. In quell’attimo inspiro. A quel chicco di riso rendo grazie dono tutti i miei desideri in un unico soffio. * Abbiamo una scala nel cuore che da piccoli scendiamo e saliamo due gradini alla volta con gioia. I bambini a volte la disegnano nel petto di un coniglio dalle orecchie lunghe. Può sembrare...