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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia inedita

Matteo Isoni, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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RV3368 Galleggiano domande mute, le stesse, nel guscio di questo treno assonnato che trafigge la cecità della nebbia. Ti guardo salire bucando lo schermo con gli occhi, le cuffie saldate alle tempie: ci sei? Non so indovinare il tuo nome, e tu non provi nemmeno a cercarmi lo sguardo. Eppure siamo compagni inattesi in questo viaggio tentato, di fronte uno all'altro per caso, finché dura il binario. Tra volti bardati e display conficcati negli occhi, siamo codici sparsi di vite sparigliate a casaccio nel rumore bianco di cuori clonati. Ma ancora capaci – a volerlo– di allungarci una mano: che sia per un graffio o una tregua, è selvaggia questione d'istanti. * Matteo Isoni è nato in Toscana nel 1978, da sangue sardo e friulano, e risiede a Bientina, in provincia di Pisa. Nel febbraio 2026 ha pubblicato Pulviscolo d'albe - Piccole luci ostinate nel buio per Giovane Holden Edizioni. La poesia contemporanea in lingua italiana

Igor Giammanco, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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E sentivamo che quello era il tempo, accovacciati perché il gioco prevedeva di restare immobili per non essere mangiati, anche se crescendo quella regola avremmo almeno potuto ridiscuterla perché non era giusto che sempre noi dovevamo nasconderci e i bambini più grandi i cacciatori o più semplicemente l’avremmo fatta nostra come un’idea del mondo. Il paese aveva tante mani e da ogni parte abbracci. Nella piazza era stare al centro del mondo e sempre uscivano alcuni dalle case come si va dal panettiere o la domenica riflessa nel marmo della chiesa come una cosa da vestire e per tutti il cielo era l’asfalto dove una volta avevano un terreno. Anche noi andavamo per restare ma solo pochi giorni e mai che ci chiamassero per nome. * Igor Giammanco è nato a Palermo nel luglio del 1986 e risiede a San Donato Milanese. Ha pubblicato  Come una cosa del mondo per Puntoacapo Editrice nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Simone Beghi, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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La compagnia In quel tempo il verbo era freddo. Non come adesso, così inesplicabile. C’era solo bisogno di acquietarsi, sarebbe passato. Lo stesso, il peso era grande e marciva nell’aria il cadavere dei pioppi, la faccia a terra sul pavimento confuso di sangue e graniglia di marmo. Camminavi a balzi e a tentoni, è vero: avevi sempre la roccia nel petto, la compagnia. Ci parlavi, frantumavi i contorni a forza di piccoli sputi e colpi di scalpello, circondavi le piaghe con diademi, il cartongesso, speravi funzionasse. In quel tempo, avevi amici che rispettavano il lutto, mentre oggi vince l’espulso e la primavera è come l’autunno: inutile. Qui e ora tutto diventa sfondo: cartoline illustrate, molto nitide, raffigurazioni esaltanti, eccitanti da una volta sola, sveltine dello spirito. Ma dove è finita la misura del vuoto? Dove sono le foglie gettate a coprire l’occhio che si decompone? Si affretta questo tempo, è uno sparo. E nella traiettoria che va dal proiettile alla canna del fucile s...

Ilaria Amodio, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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E scorrono i giorni e scorrono le lune E scorrono i giorni e scorrono le lune con ombre a raccogliersi intorno canti sepolti nella terra, stormi che lasciano il ramo e scorrono i giorni negli occhi d’ una madre, sul volto insenature di luoghi sconosciuti, lo sguardo alla finestra: - chiedi a un figlio di questo andare di questo migrare per un porto straniero là dove il mare è un velo che lega e separa il mondo. E già i nembi solcano il vespro nell’ora che si fa buia, in attesa che trami la terra e tremi l’ultimo raggio a quella domanda senza risposta, - ché siamo ombre nel viaggio quando il sole declina e un indomito grido nel cuore a chiedere di restare. * Ilaria Amodio è nata l'8 febbraio 1994 a Milano. Vive nell'entroterra di Rimini dall’età di nove anni. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’università di Bologna. Ha pubblicato la raccolta di poesie  Foglia e Radice  (collana Portosepolto, peQuod, 2024). La poesia contemporanea in lingua italiana

Paola Mancinelli, vincitrice Premio Poeti Oggi 2026

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L’idea si piega cambia forma, si inarca nel paesaggio cerca una tana d’ombra il solco di una voce. L’inchiostro è una pozza d’acqua, la lingua riaffiora dalle vertebre in una notte sterminata di conchiglia riconosce il punto, l’origine il taglio dell’isola un muso di animale che si specchia. Anche oggi ti domandi come fare, come poter dire un silenzio di gola che si inceppa. E sempre ritornare, riaffiorare dal buio del segreto, nel corpo bianco della parola verticale. Imparare ancora a raccontare la lenta ostinazione delle ossa, della polvere. * Il testo vincitore di Paola Mancinelli ha una chiara impronta metapoetica: cerca di cogliere quell’atto di nascita della poesia dal nulla, nell’inestinguibile polemos fra parola e silenzio “di gola che si inceppa”, fra “idea” e “voce” di cui cerca di definire il “solco”, riprendendo l’immagine ancestrale della scrittura come scavo, dissodamento (da cui lo stesso termine “verso”). In questo percorso, caratterizzato da tensione drammatica e conos...

Finalisti Premio Poeti Oggi 2026

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La giuria composta da Fabrizio Bregoli, Claudia Di Palma, Gabriele Borgna e Luca Bresciani ha terminato il proprio lavoro dopo un'attenta valutazione dei 195 testi iscritti al concorso in forma anonima. Siamo lieti di annunciare i nomi dei poeti finalisti della sesta edizione del Premio Poeti Oggi: Ilaria Amodio, Simone Beghi, Igor Giammanco, Matteo Isoni, Paola Mancinelli, Giorgia Mastropasqua, Natalia Merola, Giovanna Miceli, Elena Micheletti, Manuela Morara, Donatella Nardin, Alessio Orsetti, Marco Plebani, Elisabetta Sancino, Antonella Sica, Alberico Solimes, Socrate Toselli. Le opere dei finalisti saranno pubblicate sul blog e sui canali social Poeti Oggi entro l'estate 2026. Il poeta vincitore sarà reso noto la prossima settimana attraverso la pubblicazione del testo che ha ottenuto il punteggio più alto attribuito dalla giuria. La poesia sarà corredata dal commento di ogni giudice e avrà una veste grafica raffinata. Ringraziamo tutti i partecipanti per aver scelto di con...

Andrea Galbiati, tre poesie inedite

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Lordo consumo Con la bocca schifosa  senza occhi di uomo eterno e sordo grida il culto di chi vince, sporca  nel silenzio la miseria degl’ultimi. Le infinite cose inutili che lo sviluppo divora non bastano affatto, nel deliro di tutti modernissime spregiano il senso buono dell’utile di cui il progresso ha bisogno. Come un miracolo il sole pallido illumina da qui le isole più lontane immobili ancora  nel mare caldo. * Metrofobia Occorre inzuppare i piedi nell'erba  e camminare intirizziti  spogliarsi di certe giacche  impettite e squadrate sparpagliare gli occhi tra le calme onde  dei fiumi bruni tra le luci elettriche  delle periferie notturne ed ovunque tutto intorno. Occorre farlo o quel che resta  è inutile all'ultimo respiro che certo non soffia su ciò che c'è stato di misurabile. * Cantiere Non conosco altro che il cantiere. E le sue tante voci dall’africa di sabbia alle pianure secche imbalsamate nella nebbia. E i suoi odori quello caus...

Mariano Ciarletta, tre poesie inedite

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Che idea bizzarra, tornare. Questo luogo non è più casa, piccolo: solo un accumulo di rovine dorate. Dietro il sipario una danza funebre. La stanza trattiene i colpi, il muro li conserva, e tu li ascolti ancora tutti — ossa che cedono. È solo notte. Poi scivola via. * Un taglio verticale nel cielo, lo squarcio che benedice il piombo, la colpa che cade. Il dado si è piegato sul lato sbagliato. Noi Sull’orlo del crocevia, al principio di tutto. Ancora. * Che altro resta se non la brumazione, il letargo che ritorna dopo il morso della vipera? Strisciare per fuggire, ventre mondo-sangue: terra, acciaio, tana. Il Celeste è chiuso. * Mariano Ciarletta insegna lettere presso l’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Marchirolo (Varese). Nel 2023 ha conseguito il dottorato di ricerca in studi letterari, linguistici e storici presso l’Università degli Studi di Salerno. Alcuni suoi testi editi e inediti sono stati pubblicati su riviste, antologie e siti di poesia. Nel tempo libero si occupa anch...

Bando Premio Poeti Oggi 2026

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Il concorso giunto alla sesta edizione si articola in un’unica sezione: poesia inedita a tema libero in lingua italiana senza limiti di lunghezza e metrica. Sono inedite le poesie apparse su blog, siti e social media. Si partecipa con un singolo testo da inviare all’indirizzo: poetioggi@gmail.com specificando come oggetto “Premio Poeti Oggi”. Iscrizioni entro il 10 gennaio 2026, non ci saranno proroghe. È  richiesto un sostegno di 5 euro a supporto delle molteplici attività di Poeti Oggi nel diffondere la poesia contemporanea in lingua italiana, da versare tramite circuito PayPal (amici e familiari), destinatario: poetioggi@gmail.com, casuale: donazione sostegno Poeti Oggi. Per iscriversi regolarmente al concorso dovranno essere presentati due allegati: Allegato 1 - documento .docx (Word) contenente titolo (eventuale), testo della poesia, nome e cognome dell’autore, indirizzo mail e numero di telefono. Allegato 2 - documento (anche foto o scansione) che attesti l'invio del sosteg...

Luigi Mariani, tre poesie inedite

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Villaggio siriano Pare quasi che li abbia portati il vento, qui questi bambini, che qui li abbia insediati e mischiati ai colori della terra. Pare quasi che Dio me li voglia mostrare, mentre tornano da scuola e saltano pozze nella frangia di sole che rompe l’autunno e schiara la mappa del cuore. Il villaggio m’appare, in un’unica visione elementale, con le ossa rotte e il fango secco che pende dai muriccioli e dal pelo delle capre. E tutti brucano, qui, l’uomo e l’animale – sotto lo sguardo di chi passa e di chi non se n’andato mai e qui rimane – tutti si nutrono di quel poco di erba secca e di vita che possono ancora sognare. * Dilemma Perché di questo stiamo parlando, in fondo, se nel pugno chiuso vi sia l’aria soltanto o la moneta rivolta dal lato giusto e tutto questo giro di parole tra noi sia solo musica d’accompagnamento un modo di scandire il tempo o piuttosto oro fuso da colare dentro uno stampo pallottola d’argento destinata al cuore del licantropo che ci divora da dentro. * ...

"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Dario Marrazzo

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Non darmi, ti prego, giudizi netti. Sospendi per un momento la furia cromatica, il delirio dei contorni. Regalami piuttosto il disincanto serale, il colore delle colline quando la luce svanendo perdona le cose e le restituisce all’aria. Regalami il nonsenso che talvolta è riposo per chi sa respirare, se non c’è un senso che possa bastare. * La poesia di Dario Marrazzo, in forma metrica di endecasillabi liberi, salvo per la sola rima baciata finale (“respirare” / “bastare”), ci porta in un clima tenue, crepuscolare, che censura i “giudizi netti”. Si tratta di una buona prova, tracciata nel solco di una tradizione rielaborata e fatta propria, senza sommovimenti, se non per qualche inverecondia lessicale come “furia” o “delirio”, subito ricondotti a ordine: “quando la luce svanendo perdona / le cose” (peraltro, enjambement davvero efficace). Gli imperativi (“Non darmi”, “Sospendi”, “Regalami” ripetuto due volte) scandiscono la prosodia, il suo sviluppo. Solo il primo verso, con la acc...

Luigi Pellegrino, poesia inedita

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il cielo ha una data di scadenza e mi celo ora negli umori tuoi le tue risa autopsie di un dissesto e indosso il tempo delle distanze il corpo che vesti e poi condanni un tempo fu la mia scuola proibita il pasto sconsacrato di un giudeo l’arma carica del disertore si spegne il giorno come questa stanza dentro di te ho inciso stagioni                             di padri mai nati il suono del ritorno ha la notte e fra le mani solo peccati stanchi * Luigi Pellegrino nasce a Napoli nel 1999. Laureando in Lettere Moderne, fa parte del  direttivo di Libera Poesia Contemporanea.   La poesia contemporanea in lingua italiana

Martina Maria Mancassola, poesia inedita

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Non è solo un temporale è un teletrasporto nella stagione autunnale sentire - della pioggia - addosso le sensazioni, il freddo umido degli addii mai digeriti. Ora i fiori hanno orecchini con cui uscire la sera e indossano spolverini per impedire alle gocce di scivolare giù. E così la pioggia lascia assaporare l’autunno in estate, lascia spazio al futuro come se in ogni lampo ci fosse un fotogramma che appartiene al domani e non all’oggi. L’attesa diventa leggera e tu impari la pazienza - che ancora non sai tenere tra le mani. Facile è seminare aspettare il frutto difficile. * Martina Maria Mancassola (Verona, 1992) è scrittrice, poetessa e operatrice certificata in scrittura terapeutica. Ha pubblicato il romanzo epistolare Diario delle fragilità (NewBook, 2024) e la raccolta poetica Quando il mattino apre gli occhi (Eretica, 2025). La poesia contemporanea in lingua italiana

Valentina Calista, poesia inedita

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Stai nel silenzio del corpo Non sappiamo nulla dell’eterno, se non che dobbiamo vivere per morire e vivere nuovamente dopo. Ma io e te lo troviamo nel corpo l’eterno, nelle pianure del ventre nostro, nei dirupi della carne. Qui l’eterno lavora da secoli nella tua bocca, nella mia quando prego, e nelle spalle che portano l’orizzonte. E tra i tuoi denti a stringere la mia vita. * Valentina Calista , nata a Roma nel 1983, è una professionista versatile attiva nei campi dell'educazione, della letteratura e della musica. Ha pubblicato le raccolte La vertigine dell’andatura e Carne Sacra . Attualmente è al lavoro sul suo nuovo libro di poesie Geografie d’amore . La poesia contemporanea in lingua italiana

Nadia Agustoni, poesia inedita

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Palestina dove Dio cammina fino al mare cammina nella sua assenza parla alla sabbia sa i nomi di tutte le cose, sa che i nomi                  non servono a niente se nelle foglie degli ulivi tutto è polvere se l’ombra degli uccelli è un cielo rotto la distanza tra la luce e l’umano. * Questa poesia è pubblicata anche su Incroci on line , all'interno dell'iniziativa "Per Gaza: parole come pietre" * Nadia Agustoni (1964) scrive poesie e saggi. Suoi testi sono apparsi su riviste, antologie, lit-blog. Del 2024 è la raccolta  Avrei voluto da giovane solo vivere , pubblicata da Nino Aragno editor e, del 2021 è [la casa è nera] , Vydia editore, del 2020 è Gli alberi bianchi , Gialla oro Pordenonelegge-Lietocolle, del 2017 è I Necrologi , La Camera verde, del 2016 è Racconto , Aragno, del 2015 Lettere della fine , Vydia editore e la silloge [Mittente sconosciuto] , Isola Edizioni; del 2013 è il libro-poemetto Il mondo nelle cose (LietoColle)....

BUONE VACANZE!

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La poesia contemporanea in lingua italiana

Veruska Vertuani, finalista Premio Poeti Oggi 2025

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Trieste, 1973. Marco Cavallo, azzurro destriero in cartapesta, arriva in Piazza Unità d’Italia seguito da 600 internati al Manicomio. Primo tentativo di libertà e recupero della dignità della persona, sancito, nel 1978, dalla “Legge Basaglia”. Marco Cavallo libera tutti (“Legge Basaglia”) [màt-to]. Non una qualità non un peccato; matto come nome proprio di persona. Erano gli sguardi persi nel vuoto ad aver dato casa a un cavallo, nero come le grida senza volto, come gli occhi fluidi di mercurio per quella febbre che brucia le sinapsi e manda in cortocircuito il senno. Marco, così lo avevano chiamato, tirava il carretto pieno di stracci, dismessi come quelli da poco, i simili a lui, scesi dalla giostra della società civile e saliti sul giogo dei giorni tutti uguali. [màt-to]. Non una qualità non un peccato, matto che a forza di stare là dentro era un nome comune di cosa. Marco imbiancò la groppa, lo fecero scendere dalla giostra dei cavalli per andare al macello. “E batto i piedi i pugn...