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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia inedita

Paolo Maccari, una poesia inedita

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21 settembre 2023 Lo sentivamo negli ultimi tempi che era in viaggio e ora è giunta l’ora. Come sempre le ore radenti, ci ha sorpreso un po’ sfiniti, nascosti dietro a un muso trafelato. Per aumentare al massimo la nostra riserva di vergogna, abbiamo opposto blanda resistenza, come una mano che esita appena prima di toccare rassegnata la fronte in un saluto militare estorto da un potere superiore. Come una mano che ancora si stende a carezzare una fronte fredda. Come una mano che si stende ma trema troppo e si chiude a pugno e non sa dove sbucciare le nocche. E ora, cuore sbilenco, pendola irregolare, nessuno trepiderà per te in fondo al corridoio rabbuiato. Si sono spente le luci e nel cassetto famoso sono finite le candele. Bisogna che la coscienza torni giù. Lì ancora esiste scandalo per ciò che è piccolo e male. Apriamo lo stradario. C’è una via che porta verso la piazza. Non la interseca più la ferrovia. Giriamo la chiave, dopo aver salito due a due le scale di travertino. Giriamo...

Socrate Toselli, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Il mio vanto è guardarti nel silenzio quelle volte in cui non te ne accorgi per fissare nell’anima i tuoi gesti, cercarne il segreto insieme alle parole che solo pensi, che non dici ancora, stupendomi di quanto tu al mondo sia presente, così padrona delle tue poche cose. * Socrate Toselli è nato a Cori (LT) nel 1986. Originario di Bassiano, un piccolo paese collinare in provincia di Latina, vive a Latina dove svolge la professione di avvocato. Ha pubblicato due raccolte di poesie, entrambe nel 2024: Dentro una cosa sola  (Ensemble) e Trovare un cuore  (Fara Editore). La poesia contemporanea in lingua italiana

Alberico Solimes, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Binari interiori È un treno che passa. Binari d’ossa proseguono fino alla cenere. Nel viaggio, il sole osserva la terra girare. Il cosmo pesa finché pesa il viaggiatore. Sedili di pezza bruciano lentamente e la fuga è inutile. Correre all’indietro mentre il treno avanza. * Alberico Solimes è un poeta e scrittore italiano, nato nel 1975 a Ortona, in Abruzzo. La sua formazione umana e artistica è profondamente segnata dalla perdita della vista in giovane età. Nel 2019 pubblica il libro autobiografico Verso la montagna (Vertigo Edizioni), seguito nel 2020 da Oltre il vetro . Nel 2021 esce La cava dei risorti – Personaggi della memoria (Helicon Edizioni), e nello stesso anno la raccolta poetica L’ombra spezzata (Irdidestinazionearte). Nel 2023 pubblica l’audiolibro Ruvidi frangenti (Aletti Editore), con la voce narrante di Alessandro Quasimodo, e l’e-book poetico Il sole dell’illusione , tradotto in arabo da Hafez Haidar. Nel 2024 esce “Il sole dell’illusione – The Sun of Illusion”, co...

Marco Saya, poesie inedite

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Poesie tratte dalla silloge inedita "Sottopassi" La Terra domani, dimmi, ci sarà ancora? La incontreremo per strada, stanca ma viva, o solo come ricordo nelle mappe stuprate da ingordi assassini? Sopravviverà un respiro, inquieto tra ombre mute? Cammino lento, qualcosa indugia tra le pietre. * Il tempo non scorre, s’accomoda. Lascia un frutto sospeso, già vinto prima di cadere. L’occasione è stata questa opacità, questo segno che non apre. * Il vento è il respiro dei morti. Il sibilo la loro voce. Ci dicono che va tutto bene, di non avere paura, il sole tramonta per poi risorgere, un raggio, da qualche parte, illuminerà quel seme ora nascosto. * La biro rubata al supermercato, la pizza con gli amici non pagata, il compagno preso a “zainate”. Il taglio della coda della lucertola, trofeo da esibire in classe. La libertà di sentirsi senza regole sino all’arrivo del carabiniere e mio padre mi uccideva con lo sguardo. * Milano mi abbracciava o forse no c’era una luna piena, immobi...

Antonella Sica, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Troppe case trascorse da quando sei andata il sorriso sfinito dietro una pietra rimangono le mani fresche nelle notti di febbre, che sciolgono lo zucchero sul pane col burro, che allacciano l’ultimo bottone d’inverno non manchi - ci sei nella mano sulla spalla che accompagna mio figlio prima di chiudere la porta. * Antonella Sica , genovese, è laureata in Lettere Moderne. È regista e manager culturale in ambito audiovisivo e cinematografico. Nel 2014 ha pubblicato Fragile al mondo per Prospero Editore, nel 2018 La memoria nel corpo per Rayuela Edizioni, nel 2022 L’ira notturna di Penelope per Prospero Editore e nel 2025 Corpi estranei per Arcipelago itaca Edizioni. La poesia contemporanea in lingua italiana

Elisabetta Sancino, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Linea 2 I ragazzi che giurano amore infinito alle ragazze dai capelli blu i ragazzi che leggono Trakl a occhi chiusi sulla metro a volte improvvisano sinfonie nell’aria viziata dell’ora di punta e tutta la miseria di questo mondo per un attimo si allontana -necessaria quanto un libro d’ore in tasca un haiku sul muro dell’hospice tanta bellezza. * Elisabetta Sancino , nata e residente in provincia di Milano, è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne a indirizzo storico-artistico e lavora come docente di lingua e letteratura inglese e guida turistica autorizzata di Milano e provincia. Ha pubblicato cinque libri di poesia: Frammenti viola (96, rue de-La-Fontaine 2016), Il pomeriggio della tigre (Terra d’ulivi 2018), Collezione privata (puntoacapo 2021),  L’ocra in punta di lingua (Lietocolle / Ronzani maggio 2023) e Il corpo vegetale (Arcipelago itaca Edizioni, 2025). La poesia contemporanea in lingua italiana

Emanuela Esposito, una poesia inedita

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L’educazione del calcare C’è una precisione spietata nel ferro, nel modo in cui la ruggine mangia il cancello senza fare rumore, un dente dopo l’altro. Eravamo noi, quelli seduti sul muretto, a contare le targhe delle auto straniere come se fossero promesse di partenza. Oggi il tempo ha la consistenza del calcare: si deposita sui bordi delle tazze sbeccate, indurisce il battito tra una parola e l’altra. Non è il dolore a vincere, sai? È questa pazienza dei sassi sotto la pioggia, questo restare fermi mentre il mondo si scuce. Eppure, tra le fessure del cemento armato, c’è un verde che non chiede permesso. È lì che ti cerco: non nel ricordo intero, ma nel graffio, nel dettaglio fuori posto, nella luce che taglia il corridoio alle quattro. * Emanuela Espostito ha quindici anni e vive a Maddaloni in provincia di Caserta. Nella vita è una studentessa del primo classico. La poesia contemporanea in lingua italiana

Marco Plebani, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Se avrai capito l'innesto finale del jack elettrico nel picco silenzioso dell'adolescenza, il palleggio spiazzante alla seconda linea, la caratura liscia del platino, guarda a media altezza dal terreno, non la cima del glaucoma. Non disperde né energia né assetto l'assecondare dello stormo. Guarda lì, mantieniti a vita. * Marco Plebani , è nato a Jesi il 20/8/1978. Originario di Montefano (MC). Vive a Macerata dove insegna materie letterarie nella scuola media.  Ha pubblicato le raccolte Un giorno qualsiasi (OTMA, 2011),   Decimo Dan (La Gru, 2022) e  L'adeguamento (Transeuropa, 2026). La poesia contemporanea in lingua italiana

Dario Marrazzo, due poesie inedite

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Nutro il mio senso di colpa con cibi prelibati, gli sono affezionato. Mi piace vederlo in salute, vispo, roseo in viso e ciarliero in ogni ora del giorno. Mi piace, mentre lo nutro svenandomi, che mi intrattenga gli ospiti come un adorabile parassita con argomenti d'angelo e di bestia. * Schiavo come il cane dell’osso è l’uomo materiale, s’illude di possedere ma gli si muta in fiele il godimento. Nemmeno sospetta che il tesoro agognato sia già nelle sue mani, né comprende come la vita possa elargirsi da sola un premio infinito anche nella più amara ora di privazione. È sordo al miracolo perenne che ne moltiplica la grazia come i pani del vangelo, la cui straripante opulenza chiede soltanto d’essere accolta. * Dario Marrazzo è nato nel 1992 a Vallo della Lucania, nel Cilento. È laureato in Italianistica e scienze  linguistiche.  La poesia contemporanea in lingua italiana

Alessio Orsetti, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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“In verità vi dico; se avrete fede pari a un granellino di senape, a potrete dire a questo monte: spostati da qui là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.” (Mt 17,20) A Triora, dentro un sentiero con la forza del pensiero ho spostato un foglia: è venuta una folata di vento penso che allora non conti ma forse mi sbaglio. * Alessio Orsetti è nato a Sanremo nel 1974 e vive ad Arma di Taggia dove svolge l’attività di agricoltore. Ha pubblicato nel 2016 Il punteruolo rosso per le Edizioni Cicorivolta e nel gennaio del 2022 la raccolta poetica Pungiratti domestici  per Edizioni Ensemble. È segretario dell’ Associazione Mondo Fluttuante di Sanremo. La poesia contemporanea in lingua italiana  

Donatella Nardin, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Suture (ovvero le sobrie confessioni di una pensionata al minimo) Desidera un gatto e tracimanti premure, nel levarsi le pene con mano gentile, ogni giorno sul petto la levità. E invece c’è il poco da suturare, rugiade appassite in tasche vuote da rianimare, nella congerie impazzita le utenze, l’affitto, le infermità. Non è bastato togliersi dal cuore il batticuore, dalla bocca le mendiche parole - contro il sistema, contro sé stessa - nella voce strappata infilare una goccia di sole. Chissà se ci sarà restituzione: che si affacci leggiadra una rosa da dietro le spine, che non sia spreco, nell’azzurro cavo, la dignità. * Donatella Nardin è nata e risiede a Cavallino Treporti-Venezia. In poesia ha pubblicato dieci sillogi. Le più recenti sono Poesie velate per la curatela de Il Convivio Ed. nel 2024 e Intingo le dita nella parola per Macabor Ed. nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Manuela Morara, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Spoglia Quando sono nata c’era la neve. Io non sapevo che i ventricoli si ghiacciano, gli abbracci ti massacrano. Freddo questo sterno: ogni insulto si fa crepa — mi lasci marionetta impiccata ai filamenti di rugiada. Quando sono nata c’era la neve, e cercavo invano un luogo in cui fiorirmi. * Manuela Morara (1985) vive a Bologna e lavora nel mondo della comunicazione digitale. In poesia ha pubblicato amamisenzapunteggiatura per Basalto Edizioni nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Elena Micheletti, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Senza titolo Prendi pure per buono quello che vedi. Comprese queste gambe striminzite, l'odore della mia orina. Rompersi non è un modo di dire: si rispettano le procedure. C'è una macchina-dicono- Ammazza-bambini, io la attraverso come un corridoio. Padre nostro che porti un cambio per la notte nelle buste della spesa e non ti smentisci. Ho una casa che mi aspetta, un cucciolo senza capo né coda. Ma il dolore è un prete che bisbiglia al peccatuccio e il Natale, fuori, non ci sente. * Elena Micheletti nasce ad Ancona, il 09/10/1987. Dopo aver conseguito gli studi in Lettere Moderne, presso l’Università di Bologna, inizia a lavorare come docente di scuola secondaria e si dedica maggiormente alla poesia. Ha pubblicato le raccolte poetiche intitolate  Coazione a ripetere  e A casa mia non si muore mai tramite la casa editrice Nulla Die. La poesia contemporanea in lingua italiana

Isabella Paola Stoja, tre poesie inedite

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In questa via sperduta ci sono sempre stata solo io quel fiore, la radura maltenuta all’angolo un muretto. Se la percorro avanti mi rivedo ma se ritorno indietro forse incontro me stessa che domani già si avvia. Il punto è che in fondo al crocevia dovremmo allora ritrovarci tutte me adesso, me ieri, me domani al centro del meriggio la stessa sigaretta tra le mani accanto al fiore intruso nel cemento, l’unico che non cambia e non si immola all’ara d’una nuova storia… Ma presto svaniscono. Basta un istante, un fiato perché qualcosa accada e cambi me e la strada insieme volgendosi a silente minuendo a cui sottrarre il conto, trasformando le cose dal suo angolo di mondo. * Rispondo ad un nome che è sillabe e suoni nel soffio di chi me l’ha dato. Ricorda il bisnonno partito alla volta del fronte tornato azzoppato, dannato poi a vita al bastone. Ricorda una storia che specchia all’inverso la mia che non si raddrizza o compone, bastasse il bastone ch’è ancora alla porta d’ingresso. È un calco...

Giovanna Miceli, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Di me oggi rispondo, di te rispondere non posso. E alla porta non guardare spesso, ugualmente un cancello c’è nel giardino. […] Sergej Esenin I è un vento di ritorno a levigare i corpi il mio nome si fa carne viva ossa rilucenti [l’aria preme sui vetri fiorisce gli occhi parole pronte a cadere] II il fiore dell’agave alla finestra si curva e oscilla per dire un tempo un corpo lento in cui spezzarsi ricorda il grido del fiore quando avrai le parole, tutto il vento trattenuto negli occhi * Giovanna Miceli nasce nel 1970 a San Vito Lo Capo (Trapani), dove vive e lavora come docente di  Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Per Il Convivio editore ha pubblicato la sua prima opera in versi La memoria del bianco  nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Natalia Merola, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Pietra (mal-essere di una camminatrice) Della calligrafia muta delle sue geometrie balbettanti la felicità nel petto Analfabeta esibisce le sue infermità. Nell'immobile calma della campagna un ragno tesse il suo inganno come lui qualcuno nel mondo partorisce la morte di un fratello. Solo la pietra non sperimenta il dominio non teme il buio, ma il suo sgretolarsi è il mio chiodo d'identità. * Natalia Merola (Benevento, 1986) si è laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato la sua prima raccolta poetica Nóstos Viaggio nelle pieghe dell'anima  nel 2025 per Controluna Edizioni. La poesia contemporanea in lingua italiana

Giorgia Mastropasqua, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Ho concluso scelgo un'altra lingua questa mia è sfinita e non metterò giù un rigo atterrita dal silenzio mandria, oceano immoto ho chiuso gli occhi soltanto ora che sogno colori saturi e nella plastica desidero compiutamente mi ripudio lontano, lontano smetto il contorno così non mi commuovo e mi tuffo nel sonno fra le bracciate dei tristi a picco con gli ebbri con gli intossicati sorte dopo sorte torna il giorno ma dileguo estranea e non so chi affiorerà mitigarsi identitario ribollire di mosto resterà scintilla un episodio di sanità. * Giorgia Mastropasqua  è nata nel 1986, ha studiato lettere alla Sapienza di Roma. In poesia ha pubblicato Al Mondo vuoto (Controluna) nel 2024 e  Un canto al tempo che mi assolva ( Les Flâneurs Edizioni) nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Matteo Isoni, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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RV3368 Galleggiano domande mute, le stesse, nel guscio di questo treno assonnato che trafigge la cecità della nebbia. Ti guardo salire bucando lo schermo con gli occhi, le cuffie saldate alle tempie: ci sei? Non so indovinare il tuo nome, e tu non provi nemmeno a cercarmi lo sguardo. Eppure siamo compagni inattesi in questo viaggio tentato, di fronte uno all'altro per caso, finché dura il binario. Tra volti bardati e display conficcati negli occhi, siamo codici sparsi di vite sparigliate a casaccio nel rumore bianco di cuori clonati. Ma ancora capaci – a volerlo– di allungarci una mano: che sia per un graffio o una tregua, è selvaggia questione d'istanti. * Matteo Isoni è nato in Toscana nel 1978, da sangue sardo e friulano, e risiede a Bientina, in provincia di Pisa. Nel febbraio 2026 ha pubblicato Pulviscolo d'albe - Piccole luci ostinate nel buio per Giovane Holden Edizioni. La poesia contemporanea in lingua italiana

Igor Giammanco, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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E sentivamo che quello era il tempo, accovacciati perché il gioco prevedeva di restare immobili per non essere mangiati, anche se crescendo quella regola avremmo almeno potuto ridiscuterla perché non era giusto che sempre noi dovevamo nasconderci e i bambini più grandi i cacciatori o più semplicemente l’avremmo fatta nostra come un’idea del mondo. Il paese aveva tante mani e da ogni parte abbracci. Nella piazza era stare al centro del mondo e sempre uscivano alcuni dalle case come si va dal panettiere o la domenica riflessa nel marmo della chiesa come una cosa da vestire e per tutti il cielo era l’asfalto dove una volta avevano un terreno. Anche noi andavamo per restare ma solo pochi giorni e mai che ci chiamassero per nome. * Igor Giammanco è nato a Palermo nel luglio del 1986 e risiede a San Donato Milanese. Ha pubblicato  Come una cosa del mondo per Puntoacapo Editrice nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Simone Beghi, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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La compagnia In quel tempo il verbo era freddo. Non come adesso, così inesplicabile. C’era solo bisogno di acquietarsi, sarebbe passato. Lo stesso, il peso era grande e marciva nell’aria il cadavere dei pioppi, la faccia a terra sul pavimento confuso di sangue e graniglia di marmo. Camminavi a balzi e a tentoni, è vero: avevi sempre la roccia nel petto, la compagnia. Ci parlavi, frantumavi i contorni a forza di piccoli sputi e colpi di scalpello, circondavi le piaghe con diademi, il cartongesso, speravi funzionasse. In quel tempo, avevi amici che rispettavano il lutto, mentre oggi vince l’espulso e la primavera è come l’autunno: inutile. Qui e ora tutto diventa sfondo: cartoline illustrate, molto nitide, raffigurazioni esaltanti, eccitanti da una volta sola, sveltine dello spirito. Ma dove è finita la misura del vuoto? Dove sono le foglie gettate a coprire l’occhio che si decompone? Si affretta questo tempo, è uno sparo. E nella traiettoria che va dal proiettile alla canna del fucile s...