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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia inedita

Sabrina Amadori, tre poesie inedite

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Essere terra, essere respiro il respiro lungo del fiume che tocca l’orizzonte il vuoto di luce oltre le montagne, restare aggrappati a un respiro a un filo di vetro, di pianto e di fuoco essere il tuffo e lo schianto amare come si ama un inizio una fonte che rompe il silenzio nel bosco. * Ed è aria nel fuoco della sera vita che tiene le foglie, le pietre quelle che abbiamo posato sopra tutto il rumore – poi il respiro si apre, si fa centro l’orizzonte riempie le case la terra ferita che allarga grida di luce d’erba al fuoco del sole. * Il sole è alto sul silenzio, qui dove la neve brucia negli occhi come sete, acqua da bere la luce che passa tra le persiane si fa mancanza, aria da trattenere. * Sabrina Amadori (Milano, 1992) si è laureata in Filologia moderna all’Università degli studi di Pavia. È insegnante di sostegno nella scuola media. Ha pubblicato le raccolte di poesie Vuoto frontale (Capire Edizioni, 2020) e Frammenti d’aria e grafite (Ass. Culturale Il Foglio, 2015).  La poe

Antonio Sacco, sei Haiku inediti

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a ognuno il peso della propria natura – sul pesco, un fiore * vedere il volto di ogni affetto perduto – nel gelo, nuvole * “ti amerò sempre”: sopra la roccia incisa cresce il muschio * foglie cadute: sul vecchio tronco segni di un primo amore * dove sbiadisce l’azzurro di una ortensia – i suoi occhi * “non ti amo più” – senza rumore cade l’ultima foglia * Antonio Sacco è nato ad Agropoli nel 1984, vive e compone versi nel cuore del Parco Nazionale del Cilento (Vallo della Lucania). È uno studioso e ricercatore della poesia estremo-orientale (soprattutto della poesia haiku), ha pubblicato su molte riviste internazionali dedicate al genere haiku (The Mamba, Chrisantemum, The Mainichi, Ashai Shimbun, Harusame), oltre a essere l’autore di numerosi articoli tecnici e divulgativi sulla poesia haiku.  Cura la rubrica chiamata “Echi da Shikishima” in seno  alla rivista letteraria “Poesia del Nostro Tempo”.  Ha pubblicato due raccolte poetiche l’ultima delle quali è intitolata Eppure ancora i

Valerio Vigliaturo, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Come fai a sentirti ricco dentro esplorare libero, spensierato le vertigini astronomiche , le gioie terrestri in questa stagione tremenda che ti soffoca il plasma, determinata la scelta Si mostrano nelle roccaforti schierando migliaia di avamposti nei crinali di trincee televisive ora le guerre sono psicologiche i nemici provocano ma non colpiscono a te la responsabilità, come affrontare il futuro è un mattone su cui costruire la tua fossa, in difesa degli ideali per non cedere ai ricatti di chi da sempre ci rende schiavi con il bastone e la carota Come fai a cantare ancora poesia in tutto questo stordimento piangi ti disperi, poi scendi in piazza non l’avresti mai immaginato manifestare per indurli a ripensare farti carne oltre lo spirito verbo e parola della gente Quando sembri persa tu ancora dilaghi riprendi voce come un tempo, musa nella reggia sabauda e radical chic fluttui sull’acqua, sei leggera incantevole tra gli stormi tutto un ondeggiare che traspare rianima sempre gli uomi

Antonella Sica, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Eppure i momenti migliori sono quelli in cui annuso il mondo come un cane cammino e sono nelle gambe in attesa di una gioia conosciuta quella svolta che improvvisa s’apre al mare col ferro del porto che sale in rette e poligoni brillanti. Cammino con gli occhi sazi come chi non cerca niente solo l’occasione di un altro passo avanti. * Antonella Sica , laureata in Lettere Moderne, è regista e manager culturale in ambito cinematografico. Nel 2016 pubblica Fragile al mondo (Prospero Editore) e nel 2017 La memoria del corpo (Rayuela Edizioni) . Il suo ultimo libro è L'ira notturna di Penelope (Prospero Editore, 2022). La poesia contemporanea in lingua italiana

Elisabetta Sancino, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Salmo Ascolto l’inverno e lo accolgo nel mio guscio carnivoro cammino scalza fino alla punta del cielo sopra la croce del Pilastrello scalza e assiderata anche la voce ha accenti imprevisti nuances che virano al viola notturno canto tutto, terra e cenere e pianto in lode al fratello che non so dove sia andato a intonare il suo salmo fuori misura per la gola stretta della terra * Elisabetta Sancino , laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne a indirizzo artistico presso l’Università Statale di Milano nel 1994, è docente di ruolo presso il Liceo Scientifico Linguistico Statale G. Bruno di Melzo (MI), dove insegna lingua e letteratura inglese.  Nel novembre 2016 è uscita la sua prima raccolta poetica dal titolo Frammenti viola , per 96, rue de-La-Fontaine Edizioni. La seconda raccolta è Il pomeriggio della tigre (Terra d’ulivi editore) è del 2018. Il suo ultimo libro è Collezione Privata , Puntoacapo Editrice, 2021. La poesia contemporanea in lingua italiana

"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli Legge Letizia Polini

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Dove la madre vede un campo la figlia sprofonda a perpendicolo in cucina in bilico tra fornello e depositi di sugo a favore dell'amore per la procrastinazione nell'attesa che qualcosa il cucchiaio schiantato sotto lo sportello non chiude fa geometrie buie gli anni si vedono nel loro accasciarsi sulla piastrella che si scolla e intanto la figlia cade dalla madre la figlia gomiti sul tavolo pensa a quando bastava fingere di dormire per farsi portare sulle spalle e ora sotto ai gomiti anche il tavolo crolla. * La poesia proposta da Letizia Polini ha tutto il suo sviluppo nell’ambiente domestico, quella casa che, da luogo intimo e accogliente, come viene di solito percepito, si trasforma qui in luogo del conflitto interiore, ambiente straniante e a tratti surreale, dove si consuma un rapporto serrato e drammatico fra madre e figlia. Non ci è dato sapere quali siano le cause scatenanti; vengono messe in risalto solo le conseguenze, nella forma di “geometrie buie”, anni che si accasc

Fiorella Rega, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Segreto Il segreto – dicevi è stare sul bordo delle cose, arrendersi alla goccia che lenta ristagna nella carne. Chiedersi perché la luce abbaglia negli occhi del dolore non lo farà più vero. Ne basta poca - di vita - a sciogliere la lastra puntata dentro al petto. Si può morire al tocco di una mano, se non si sposta il cuore. * Fiorella Rega (Salerno 1971) è di formazione classica e ha conseguito la laurea con lode in Sociologia presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato le sillogi  Parole Nuove  e Come fiori del Deserto con Paguro Edizioni. La poesia contemporanea in lingua italiana

Matteo Piergigli, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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torneremo ad amarci nonostante le caviglie ancorate alla terra sognando case due piani oltre il senso di rovina * Matteo Piergigli (4 Agosto 1973) è nato a Chiaravalle (An). Nel 2015 pubblica Ritagli (Casa Editrice Kimerik), nel 2016 la raccolta Notos a cinque mani (Aletti Editore) e Ritagli 2 (Arduino Sacco Editore). Nel 2017 viene inserito nell’antologia Laboratori di poesia – testi 2017 con altri otto autori (Samuele Editore). Nel 2019 pubblica La densità del vuoto (Samuele Editore). La poesia contemporanea in lingua italiana

Giorgio Papitto, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Gli alveari Ci sono maggi che svuotano gli alveari. Le api, sotto la vanga, scortano il pasto.              Tante se nella bestia c’è carne di rosa. La zolla custodisce di ciascuna il dorso. * Che nella testa del riccio cresce la preda. Se non è edibile, è un nuovo desiderio:              Quel puzzo dal suo alveare di germe. D’inverno i fichi sono nomi sul marmo. * Sul dorso, neutre scuriscono le piume. Mi trovo che ancora profumo di vento,             Che ho una preda viva e un anfratto. Come un alveare d’improvviso ombra. * Il riccio mi annusa, mi smuove i resti. Nei rifugi si dorme nudi per dispetto,             Con le zampe accovacciate sul pene. Per diletto preferirei resuscitarti, spero. * Giorgio Papitto nasce nel 1993. Vive a Lipsia (Germania) dove è dottorando in neuropsicologia presso il Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences. Ha organizzato il festival “Langue – Festival della Poesia di San Lorenzo”. Sue poesie sono apparse su riviste nazionali (Inverso

Gianni Minerva, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Esistere è domandarsi, strofinare le risposte in fondo ai versi, scoprirne il ricamo, la punteggiatura, la voce. Poi il tempo si libera sfilacciando i secondi e mi trovo a camminare lungo due istanti che separano l’attesa dell’acqua e il bacio ricevuto. * Gianni Minerva è nato nel 1979, vive a Castromediano, Lecce. Ha svolto studi tecnici, si è laureato prima in Lettere Moderne e poi ha conseguito una seconda laurea per diventare docente scuola primaria. All’attivo ha alcuni corsi di teatro dove ha portato in scena i suoi versi, ha partecipato a seminari sulla lettura e la voce, ed infine, ha partecipato a numerosi reading poetici. I suoi testi sono apparsi su quotidiani, agende letterarie, antologie poetiche, riviste letterarie, sia cartacee sia in rete, ha ricevuto menzioni d’onore in alcuni concorsi di poesia nazionale.  La poesia contemporanea in lingua italiana

Elisabetta Liberatore, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Sotterraneo È nella ragna di ipogei l'armonia attesa dai recessi del giorno, nel ventre sotterraneo delle zolle dove tuberi e rizomi si allargano nei vasti muschiosi vuoti solenni, orizzonti raccolti dabbasso. Il pregio dei segreti è nei toni dimessi di queste volte esoteriche che raccontano solo radici, incubano veglie nell'isolitudine degli abissi. Il contrappasso è nei madrigali industriosi che sciamano sui litorali, nella calca delle carreggiate limbo di occasioni sospese sgranate come rosari. Stilla dal silenzio l'evanescenza di nuovi alfabeti, la verbigrazia dimessa dei grembi. * Elisabetta Liberatore è nata a Pratola Peligna (Aq). Appassionata di letteratura, musica e storia, da sempre condivide con il suo impegno di lavoro di funzionario bancario, la lettura, lo studio letterario e la scrittura. Ha pubblicato Dissolvenze e altri frammenti (Albatros 2020), Disfonie notturne  (Vitale Editore 2020) e  Stagioni. Controcanti in chiaroscuro (Vitale Editore 2021). La po

Elisa des Dorides, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Misurata mole Ricordi le domeniche torinesi distese sotto la nebbia veniva dalla cucina l'odore del pranzo nessun genitore a versare parole dolci il divano, una finestra ce li facevamo noi i nidi tiepidi. Nella sabauda che sa di ferro la vita è tutta dentro: fuori l'autunno si prende la scena. Tu aspettavi la partita i modesti rigori di uomini miti salvadanaio di gioie infantili, io ti guardavo con un occhio solo l'altro scivolava nel sogno di un sole che non chiede permesso a smog e formalismi. Lì era sempre un misurare la luce gli animi sotto i portici nell'umidità, la mole dell'amore. * Elisa des Dorides è una copywriter di 35 anni che vive e lavora nelle Marche. Dopo aver vissuto due anni tra il mare e la pianura sarda e sette sotto il cielo di Torino, ritrova la sua altitudine naturale tra le colline maceratesi. La scrittura l’accompagna dall’età delle scuole elementari, quando le poesie iniziavano a prendersi il loro spazio sulle pagine del diario. Sul suo co

Eleonora Conti, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Perifrastica È passiva questa esistenza, ostinata e puntuale agli appuntamenti con l’inutile. Da consegnare, da comprare, da chiamare : se la leggi d’un fiato, l’anafora del quotidiano, ha il gusto del retro di una lista da spuntare. Come diventa impersonale la vita? Dove inspessisce la cataratta del neutro? Quando si fa tanto sfocata la cornice del giorno? Accumula segreti il cuore degli idioti. Il respiro si estingue nel mantra dell’automatismo, il proposito buono nell’impotenza del domani. Un colpo forte, ti dico, il più pesante che hai nel pugno. Assestalo con violenza, dove il male è acuto, dove si fa sentire, dove fa sentire. Un pensiero rianimato non teme morte alcuna. La vita sia sempre attiva. Come perifrastica. * Eleonora Conti  è nata nel 1988 a Parma, dove vive e lavora come insegnante. Laureata in Arti Visive a Bologna, la sua passione per le lingue l'ha portata a vivere per diversi anni all'estero tra Irlanda e Francia. Al momento sta dando forma alla sua prima ra

"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Marco Mittica

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Genotipo delle rovine che cadono dove amarsi-amare abbatte i confini, la legge, le case dei padri, le stanze delle madri. I porti non portano più stoffa, ma esperti di anarchia che sanno cosa fare in questo nulla. * Questa poesia di Marco Mittica costruita attorno a due enunciati che si sviluppano con un andamento in apparenza lineare, racchiude in sé numerosi elementi spiazzanti, sottintesi, associazioni nascoste e segrete che ne rappresentano l’elemento di maggiore suggestione. Difficile offrire un quadro univoco di lettura; a ciascuno spetta interiorizzare i versi e costruirne una sua mappa interpretativa, come faremo anche noi in questa nota. Tutto può avvenire solo per slanci intuitivi, per tentativi di comprensione. Il testo si sviluppa sulle due parole-chiave “rovine” e “porti” che reggono gli enunciati del discorso e il tema centrale dell’allontanamento dalle proprie origini, dai propri “confini”, dalle “case dei padri” e dalle “stanze delle madri”. Questa condizione obbligata

Francesco Cagnetta, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Non posso vedere che me che le corse a spingere il tempo per diventare grande le volate senza freni alla bicicletta sotto l’ombra dei portici d’agosto quando tutto era un eterno aspettare e la noia un silenzio da stivare. Mai nessuno spiega ai bambini che il tempo ci strappa al giorno e alle cose care che ogni singolo respiro è uno in meno da ascoltare. Mai nessuno insegna ai bambini a dire “Addio” . * Francesco Cagnetta , nato nel 1982, vive a Molfetta (Ba) ed è un avvocato.  Alcuni dei suoi testi poetici sono stati pubblicati e recensiti in rete su blog letterari come Neobar, Zona di disagio, Poetarum Silva, sulla Rivista il ClanDestino e sulla Rivista Letteraria Anterem.  Altri testi sono apparsi nelle seguenti antologie: Trittico d’esordio  a cura di Anna Maria Curci, Cofine Edizione (2017); Come una mezzaluna nel sole di maggio – ricognizione della poesia pugliese 1975- 1994 , Fallone Editore (2017); Dalla fine del mondo – Poesie per Francesco , Luce e Vita Edizioni (2018); Encicl

Stefano Bortolussi, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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Lettera a un esploratore, con rimprovero e perdono A Juan de Fuca, percorrendo con la mente la placca tettonica che porta il suo nome. Sul tuo carattere non so niente di certo, ma posso immaginare il moto di ripulsa del navigatore nel vedersi sulle carte come placca intenta con calma rocciosa a scivolare sotto il continente: niente più rotte immaginate per Ioannis Fokas, greco ribattezzato Juan de Fuca dalla corona spagnola e padrona, nulla più di un nome affibbiato a uno stretto di scarsa conseguenza e a un corpo geologico dal muovere codardo. Tutti quei sogni di terre sconosciute passaggi a nord-ovest continenti attraversati — tutti quei viaggi a percorrere il crinale tra visione e illusione — ridotti alla marcia nascosta di fondo marino verso Laurentia, cratone dal nome ingannevole, terra ferma per definizione: basterebbe a far rivoltare l’esploratore della tomba, se il solo pensiero non causasse timori di altri sismi. Il senno di poi esagera a chiedere a chi navigava il sedicesimo

Maria Consiglia Alvino, finalista Premio Poeti Oggi 2022

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La tenda Scosto gli orli, fuori piove. Il gelo di dicembre abbacinante. Cresce dento un’estate. È l’arte del bicchiere, il pieno che traspare, la sostanza e la luce chiara della polvere là sul davanzale. Sul muro di fronte seguo i fili dell’edera tenace le attese sempre-verdi gli intrecci delle trame. Chiudo gli orli, il giorno è breve, non lo posso sopportare. La città stride, la sera annebbia le risate. Posso scrivere, salvare parole, oltre-passare. Immagino un sorriso fuori gli orli, un vento cosmico di allodole e cicale. * Maria Consiglia Alvino (Avellino, 1987). Formatasi tra Napoli e Strasburgo, è dottore di ricerca in Filologia, specializzata in letteratura greca antica. Insegna lettere presso il liceo “V. de Caprariis” di Atripalda (AV), dove vive. Collabora con varie riviste e blog, tra i quali Readaction Magazine e Exlibris20; fa parte della comunità poetica Versipelle, per la quale cura, insieme ad altre poete, la rubrica “Lo Spazio di Atena”, dedicata alla poesia femminile

Valentina Casadei, tre testi inediti

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Spingere la porta camminare senza inciampo tradita un migliaio di volte mi chiedo a cosa serva la luce il distaccarsi lento dopo l’amore il mio gesto sospeso a metà e nei guizzi di freddo lento Traboccare * Scalcio come angelo-cavallo come fresco lenzuolo pulito sbandiero il possesso e la voce rauca dello zero sprigiona quell’essenza senza pace di notti insonni scatena così lo spavento in tutto il suo candore bambino demunito senza smettere di salire l’uccello becchetta l’ultimo dito aggrappato alla scala cadere è il brivido che manca e il suolo diventa elastica salvezza rimbalzo facile capriola * È ora di dormire chiudere gli occhi nel buio che non conosce misteri ma sfumature scure di fogli sbavati col gomito ne conosco nelle notti di genti che crepano di gelo * Valentina Casadei è una sceneggiatrice, autrice e regista italiana. Diplomata in storia del cinema al Dams di Bologna e in sceneggiatura all’Eicar di Parigi, ha scritto e diretto tre cortometraggi: "Tutto su Emilia”, &q

Annalisa Rodeghiero, Premio Speciale della Giuria, Premio Poeti Oggi 2022

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Nei sogni abbracciamo gli angeli Siamo strade e ore scardinate adesso che verità è questo varco irrefrenabile d’estasi e paura, è questo esistere                                          nei rari attimi di luce dove il già visto è niente e santo il volto del mistero. Verità è l’assoluto stordimento, il nome mirabile quando trema e tutto in nome suo ritorna nelle cose e si fa fuoco se non ti accosti al mio fianco parte di me viva e non svelata,                                si fa parola se non ti sveli. E andiamo, come l’ingovernabile andare del fiume dove dice il vento. La chiamano circolazione doppia                                e completa quella degli umani ma noi nei sogni abbracciamo gli angeli ripetendo, ripetendo increduli: sì, tu mi vieni nel sangue, questa stanza, la primavera, si riempie di te ma solo se ci siamo lontani, solo se sapremo esserci lontani. *Il corsivo è un rimando a Elegie duinesi di Rainer Maria Rilke* * Annalisa Rodeghiero , nata ad Asiago, si è laureata i

Paola Mancinelli, Premio Speciale della Giuria, Premio Poeti Oggi 2022

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Stai nella riga del verso nel suo opportuno troncamento. Togli il superfluo, la ridondanza. Resta nel punto dove ogni dettato è fulgore di verbo. Allenati alla sintesi. Inchioda alla pagina la precisione del nome. * Paola Mancinelli (Taranto, 1974) approfondisce gli studi filosofici e teologici, ottenendo il titolo di Magistero in Scienze Religiose. È poeta e artista visuale. Ha esposto in mostre personali, collettive e di gruppo. È presente nel volume Secolo Donna 2021. Almanacco di poesia italiana e nel volume Sud. Viaggio nella poesia delle donne (Volume secondo) a cura di Bonifacio Vincenzi, Macabor Editore, 2020. Suoi inediti sono presenti nelle antologie poetiche Le biglie fanno rumore , a cura di Lorenzo Mele, Il Visionario Poesia (2020); Pensieri, versi, echi di emozioni , testo che raccoglie le opere dei premiati e dei selezionati per il VII Concorso Internazionale di Poesia «Parasio – Città di Imperia» (2020); nell’antologia poetica virtuale Transiti Poetici, Vol. XVIII, a