"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Silvia Atzori


Occasione per contarmi gli atomi stasera
è il corallo lucido del cielo
che oggi finisce in gloria d’oro
smorzata in fiamma di fornello a gas. 
E prima di spegnersi
nel blu della cenere sussulta
sussurra una saggia verità vera:
anche se tu fossi pianta
o sasso
o verme
anche allora mi ameresti:
alla solitudine costretti ci si strappa 
e quando arriva la sera
è sempre d’Amore che si parla

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Questa poesia di Silvia Atzori si caratterizza per la sua struttura circolare: al bisogno di fare i conti con sé stessi (“contarmi gli atomi stasera”) messo in evidenza dall’incipit fulminante fa da contraltare l’ultimo verso, ugualmente decisivo (“è sempre d’Amore che si parla”), chiusa dal sapore gnomico che bene riassume, nell’explicit, la ragione profonda da cui nasce la poesia stessa: parlare d’amore come rimedio unico alla solitudine di ciascuno, di tutti. Il testo si inserisce a pieno diritto nel genere lirico dal quale attinge espedienti evidenti soprattutto a livello di figure retoriche e per l’impianto fortemente cromatico (“corallo lucido”, “gloria d’oro”, “fiamma”, “blu della cenere”) che lascia intuire la presenza di un tramonto al suo culmine e definisce il contorno entro cui si sviluppa l’ispirazione. La poesia si gioca tutta in due momenti che si equivalgono come estensione (la poesia, fra l’altro, copre i 14 versi classici del sonetto): il primo (vv.1-7) descrittivo e denotativo, il secondo (vv.8-14) riflessivo e connotativo (il tutto sottolineato dalla figura etimologica “verità vera”) nel quale avvalendosi dell’iperbole, con il tramite di un periodo ipotetico dell’irrealtà (“se tu fossi pianta / o sasso / o verme”), si giunge alla sola conclusione possibile: ciò che conta è soltanto l’amore. Quindi non serve parlare d’altro “quando arriva la sera”, con tutta l’estensione polisemica che a questo termine si può attribuire.

Fabrizio Bregoli

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Silvia Atzori, ha 23 anni ed è studentessa magistrale di lettere moderne all’Università Statale di Milano, dove si è appassionata soprattutto alla poesia del secondo Novecento, che è diventata la sua materia principale di approfondimento. Ha scelto di studiare lettere perché spera un giorno di diventare insegnante; infatti, crede molto nel ruolo della scuola e pensa che l’abitudine all’attenzione e alla comprensione delle altre persone possa passare attraverso la letteratura, e possa avvenire (almeno in parte) proprio sui banchi, in una classe.  Scrivere è il suo modo per ragionare su ciò che ha attorno ed elaborare le sensazioni, raccogliendo i dettagli anche più umili, in modo che il mondo non scorra via troppo velocemente. Poesia, per lei, è soprattutto ascolto.

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La rubrica "Blocchi di partenza" curata dal poeta e critico letterario Fabrizio Bregoli è lo spazio dedicato da Poeti Oggi ai poeti esordienti che non hanno ancora pubblicato con un editore. La nota di lettura di un poeta noto e affermato come Bregoli, si pone come saldo accompagnamento nel critico transito che da privato e intimo rende un testo pubblico.




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