"Anteprima Portosepolto": Andrea Tosi, "Filari", peQuod, 2026
Fine
Deposto infine, che è l’inizio
nell’infanzia dell’assenza.
Siamo al luogo più lontano
in città, da qui si rientra
nelle braccia del niente;
se lo credi perso o fiorito è a seconda
che tu abbia incoronato i misteri o lasciati perdere,
resi sterili.
Sempre tu e non altri può decidere
a chi dare in sorte la tua mente
e le speranze conficcate con tremore nel domani
o lasciare alla corrente,
che è senso,
alla brezza che è assenso ad una vita
portata sulle spoglie di un sentire elargito;
anche a te sta parlando il poco lume
che si sporge dove cade la notte,
il mattino randagio sui campi,
e cielo e mattino cambiati in distanza
in quel punto indiviso
in cui tutto si unisce e decade,
dove tutto si prepara al suo inizio
*
Raggiante
questo niente che circonda la giornata,
inonda il comparto allarmato
di sforzi nulli,
vaghe more cadute
che trovano per strada
il loro posto.
Da una sequela di scelte in serie
nasce un sentiero inguainato
a me,
dal passato ad elidere il mio accumulo
in carenza, assimilo
mancanze a mancanze,
desistenze in avanti,
divento me per sottrazione
*
Ma se dentro quando cerchi non ritrovi
che silenzio approfondito, pressione
negativa nelle orecchie scanalate
dalle lime della notte, che è giorno
che è notte quando il giorno si addensa
Le mie consolazioni seminate
nasceranno fra mesi, intanto
portiamoci al bordo
di questo fiume immenso,
restiamo in silenzio a guardare la vita
andare alla deriva e tornare
fra le onde slacciate,
distesi alla minaccia serena
che trova sponda al mio volere,
rimane con lui insieme
a vivere, a dimenticare
di iniziare
*
Vuota
la morte in vita
emancipa le azioni,
libera la persona da legami
lasciandola senza nome,
solitudine all’essenza, acceso
inno di vita sul buio del mondo;
nostra stasi riempita dal suo sguardo
proteso, collima con sé stesso
il nostro speso dialogo;
sono una finestra appesa
da cui guarda
una divinità sognante,
mentre sogna di un uomo
con lo sguardo in sospeso
*
In parete a strapiombo,
bagnata di muschio
una baita fedele alla caduta;
mezza riva sognante
di allarmi al dirupo,
incalzata in gravità
Pensosa in altezza riflette
se era salendo che ha perso
la via, o forse un bisogno
di esistere in bilico
ed esporsi a una vita di oggetto,
mentre stando cadeva
e cadendo sognava
da ferma il suo eremo
al niente
*
Andrea Tosi è nato nel 1984 e cresciuto in provincia di Brescia, ha pubblicato la raccolta d’esordio In aperto silenzio presso l’editore LietoColle (2013).
*
Tutti i libri della collana di poesia Portosepolto sono ospitati in anteprima nazionale su questo blog e sui canali social Poeti Oggi attraverso una selezione di testi a cura della redazione. Portosepolto nasce nel gennaio 2021, dalla collaborazione tra Luca Pizzolitto e Massimiliano Bardotti (direttori della collana) e Marco Monina (editore di peQuod).
