Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Anteprima portosepolto

"Anteprima Portosepolto": Leda Erente, "Tornerà il grano a sfiorare i tetti", peQuod, 2026

Immagine
Per contemplare un fiore occorre uno sguardo profondo, capovolto. Saper cogliere un bagliore messaggero credere ai riflessi delle cose in tutte le cose fare una giravolta lasciare scorrere il mondo intorno fino a sdraiarsi per terra. Un grande viaggio comincia all’altezza di un filo d’erba. * Dall’orto puoi imparare a chinarti alla terra a scorgere la vita in un piccolo seme. Se lo avrai ben innaffiato nel tuo campo e se lo offrirai al vento con la sapienza di aspettare saprai riconoscerlo su una rigogliosa pianta al di là di ogni confine. * C’è tra il corpo della fiamma e il copricapo di luce una soglia di gestazione del buio. Ruota il turbante intorno al cuore che arde. Brucia, si fa parola. In quell’attimo inspiro. A quel chicco di riso rendo grazie dono tutti i miei desideri in un unico soffio. * Abbiamo una scala nel cuore che da piccoli scendiamo e saliamo due gradini alla volta con gioia. I bambini a volte la disegnano nel petto di un coniglio dalle orecchie lunghe. Può sembrare...

"Anteprima Portosepolto": Andrea Tosi, "Filari", peQuod, 2026

Immagine
Fine Deposto infine, che è l’inizio nell’infanzia dell’assenza. Siamo al luogo più lontano in città, da qui si rientra nelle braccia del niente; se lo credi perso o fiorito è a seconda che tu abbia incoronato i misteri o lasciati perdere, resi sterili. Sempre tu e non altri può decidere a chi dare in sorte la tua mente e le speranze conficcate con tremore nel domani o lasciare alla corrente, che è senso, alla brezza che è assenso ad una vita portata sulle spoglie di un sentire elargito; anche a te sta parlando il poco lume che si sporge dove cade la notte, il mattino randagio sui campi, e cielo e mattino cambiati in distanza in quel punto indiviso in cui tutto si unisce e decade, dove tutto si prepara al suo inizio * Raggiante questo niente che circonda la giornata, inonda il comparto allarmato di sforzi nulli, vaghe more cadute che trovano per strada il loro posto. Da una sequela di scelte in serie nasce un sentiero inguainato a me, dal passato ad elidere il mio accumulo in carenza, a...

"Anteprima Portosepolto": Williams Busdraghi, "Feroce preghiera", peQuod, 2026

Immagine
Quiete La mente cancella tutto, i fuochi oltre l’orizzonte l’oblio della tenebra, da lontano la strada si fonde al nero scompaiono gli ultimi resti della sera, asteroidi abbandonati a corpo morto lungo la carreggiata, ma non spaventa il silenzio tutto è quiete ci si abitua a morire giorno per giorno senza timore. * Travolto C’erano le onde, il mare attorno a noi e le case disfatte, l’odore acre della carne bruciata, aprivamo le mani, ci aspettava il niente, per le strade la folla gridava noi contavamo le ossa, le nostre e quelle dei resti quelle delle scampagnate in bicicletta fuori dalla città, sulla collina, lontani, sul tavolo solo luce quella che trapassa il cuore e fa immaginare infinita la corsa. * Berti La conchiglia arenata, la sua solitudine nell’onda e nel fragore la memoria che si frantuma nel tempo la cura delle maree nell’abbraccio di un oceano, il mio cuore colmo il sale che si attacca alla pelle come ogni tuo respiro, sfiorarti nel calore dell’ultimo raggio di sole, bert...

"Anteprima Portosepolto": Le rose e il deserto, "Nodo antico", peQuod, 2025

Immagine
Rughe Seguo la linea delle rughe Sul tuo viso, Le ho percorse così tante volte Chiedendomi se esista Una destinazione precisa, L’istante esatto In cui si smette Di essere figlio; Mi chiedo Se sia necessario ricalcare Queste impronte nella neve. * Senza fiato Non ho paura Di perdere la guerra, Già quasi certamente persa; Il rischio è che in questa corsa Senza fiato, senza sosta, Mi sfugga la punteggiatura: Sarebbe dura, senza virgole, Condurre gli occhi in porto Alla sera. * Cemento Nome e cognome Scritti su cemento fresco: Tristezze forestiere, Altre del posto Per l’ultima funzione Di fiori e muratura; Il mare da lontano, Muto, ignora la scena. * Magari Comporre il tuo numero Un’altra volta ancora Soltanto per vedere che succede: Magari rispondi E ti posso raccontare Che ultimamente cucino meno, Che vado spesso al cinema, Da solo, Che ho ceduto molti metri della casa Ai silenzi e al buio. * Mamma Con le parole, da mesi, Combatto questa guerra Per nascondere che Io sono ancora figlio E ...

"Anteprima Portosepolto": Massimiliano Mandorlo, "Almadìra", peQuod, 2025

Immagine
C’è una crepa, una frattura nelle cose e c’è un momento esatto per entrare in quel punto incandescente con lo sguardo incendiato degli umili e dei santi. * La poesia è un viaggio incendiato verso la trasparenza. * C’è un momento del giorno in cui le cose rinascono dall’ombra e allora devi entrare nella grande luce che ti aspetta, baciare la pietra, toccare questa terra santa, ascoltare i primi nomi: cielo, larice, abete, vento luminoso, ogni cosa è qui e ti attende nel suo silenzio incandescente. * Riviera Surrealismo romagnolo, felliniano. Camminare tra gli scheletri degli alberghi e dei bar coperti da tavole di legno e cellophane, in attesa dell’estate. Sono navi arenate contro il cielo e le dune di sabbia. Qua e là, sulla battigia, cumuli di almadìra e detriti portati dal mare, come se il vero volto della Riviera fosse qui, in questo silenzio sospeso delle cose, nel lungo inverno che si prepara a rinascere. * In Dante l’intuizione – la vista che penetra e non esaurisce la visione. R...

"Anteprima Portosepolto": Nicoletta Carlan, "Staccarsi dalla roccia", peQuod, 2025

Immagine
Dentro Cerco la penna per incidere la rinascita all’abitudine della parola. Per uno sguardo altro sul crocus nato adesso, sul tronco morto, d’uccelli e funghi casa, adesso. Non lo so di chi è la traccia che mi parla nel chiasso del bosco. * Dai giganti Non mi hai giurato nulla ed io Ti parlo nella notte Non mi hai promesso nulla ed io ti ammiro nei bianchi giganti tra l’acqua di fiume che scorre Non mi hai soddisfatto ed io Ti cerco ancora per riposare. * Quante volte essere vecchi La voce tua pigra, senza un faro nutre il fantasma del bosco bruciato nutre i sospiri di richieste inciampate di fiori doppi, carnosi, magenta dell’oleandro velenosi. * Ovunque Sospeso nella notte, appare il giorno. Le foglie scosse dal vento mi svelano voci inudite, bercia la terra di sassi, rifiuti e mozziconi spenti; sopra, la lucertola immobile al sole. Di ferite di crescita ed elevazione mi stupiscono i tronchi lisci dell’ailanto invadente, amato solo dalle api. Steli d’erbe diverse, tra loro intrecciat...

"Anteprima Portosepolto": Sheila Moscatelli, "Una spiga", peQuod, 2025

Immagine
L’aria scura sussurra, la ninfa del bosco interroga lo stagno. Intreccia giunchi e preghiere al cielo muto - gocciola il fuoco di maggio nei campi. In casa i muri dipinti di fresco l’interno brucia l’intorno fiorisce - un uovo crepita sodo - grigia promessa di futuro tradito. * Si prepara l’inverno al buio di un lampione la nebbia fa silenzio con gli alberi una tigre cammina in giardino tra i cavalli due pavoni maschi - tessere di mosaico - nel cielo spaccato dal tramonto partoriscono le braci della speranza. - Abbiamo il futuro - annuncia il pettirosso fioriranno le viole innocenti. * Conchiglia, concavità femminile di forma auricolare involucro della memoria del corpo silenzia il suono che non so ascoltare. Si arrende agli estranei - vengono da ogni parte del mondo per dire la parola casa. * Si dovrebbe poter credere al bosco, senza conoscere l’alfabeto arboreo. Nella tempesta di neve un orso bruno si avvicina, per mostrarmi come si allargano crepe nel tetto della notte. Mezzo guscio...

"Anteprima Portosepolto": Daniele Giustolisi, "La condizione dell’orma", peQuod, 2025

Immagine
Da questa parte del ventre tutto il bianco della luce è chiarezza che confonde, e disamina misure età che perdurano, ore esatte che scontornano fiati e ombre. Ma tu porta ai nostri occhi la riva buia della tua terra, quel frammento di sponda che scioglie i nodi della domanda, mani che toccano il duro grembo senza dire, senza sapere davvero se quello sia corpo terrestre o altro sperduto confine. * Obbedisce dai margini l’amore. Dall’angolo più nascosto della casa nulla dice di sé, nella dura veglia del nome. * Doni l’ascolto che onora e incendia la parola, il suo spazio bianco che ospita la sera, porto d’ogni nome bacio per ogni pena. * La vela sul filo del mare non scompare. Tiene a sé la costa quando è quasi sera, polvere di fuochi, luci, richiami. Il suo porto chi può dirlo? (Rari i gabbiani nell’ora di pochi occhi, orme come pioggia luminosa sul manto muto della terra). * È questo Punta San Giorgio: la luce bianca che visita il tuo volto come una grazia scesa nell’ombra; e giù la co...

"Anteprima Portosepolto": Biagio Accardo , "Esercizi di riparazione", peQuod, 2024

Immagine
Cofano Nell’aria sfatta di un garage dialoga con cose vecchie, lasciate e dimenticate. Sua vocazione fu la pietra frantumata da gettare lungo i binari della valle, suo altare la spalla annerita di un uomo che fu mio padre. Mansueto, ebbe un cuore sassoso, di gran peso, senza mai lasciarsene sopraffare, reggendo così – cofano sventrato, cofano svuotato – la pietra prima, la polvere ora. * Esercizi di riparazione Riparare, rialzare, aggiustare: ci rimarrà solo questo da fare. Lasciamo a Dio la creazione, l’incessante compito di guidare l’invisibile filo che dal Big Bang conduce sino a noi e, forse, a un altro e più sconosciuto noi. Il nostro è il piccolo mondo degli umani: ci fa cornice solo ciò che ci somiglia: la rondine che se ne va, la neve che si scioglie, il vento che s’acqueta. Forse è questo il compito che Dio ci lasciò quando si separò da noi in un momento che non riusciamo più a ricordare: riparare ciò ch’è rotto, risanare ciò che si ammala, rialzare ciò che cade: in questo, cr...