Isabella Leardini, "Maniere nere", Mondadori, 2025
Sono stati per un attimo nell’onda la luce più brillante dell’estate. Corrente muta nella stanza buia filo di conchiglie che trema vetro irreparabile, segreto che conosce solamente chi ce l’ha. Certi bambini tornano da soli con una bicicletta nella pioggia si portano nell’aria come un peso la cosa ingarbugliata senza nome hanno avuto il coraggio di chiamarla ma nessuno ha creduto davvero che fossero capaci di rifarla l’hanno messa sul fondo della tasca nell’angolo del loro occhio azzurro. Chi la vede luccicare dalla stoffa sa che un giorno la ritireranno fuori per stringerne il lato affilato scagliarla sull’acqua del fiume cadendo dall’ultimo piano sentirla finalmente rimbalzare. * La terra non è buona né cattiva né buona né cattiva la sabbia diversa è la regola del mare: ruba, svuota, restituisce la forma esanimata del restare. Le nostre collezioni di piccole morti brillano ad asciugarsi vuote corpi leggeri trasformati nel calco che li ospitava solo per poco come se di noi restassero ...