Marco Bellini, "L’orizzonte che ci spetta", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2025


Il sogno rubato

E rimani così, con un sogno rubato
senza cura, come l’infanzia
perduta dentro la geometria
di un fiocco di neve al microscopio.

Non avresti mai voluto vedere,
meglio restare con la neve
alle ginocchia, quel freddo sulla pelle
rossa di gioia nel fare un pupazzo:
cielo caduto lì, dentro
una luce che rimbalza.

*

Ombrelli

Gli ombrelli dimenticati sono
una lezione. L’abbandono
quasi una scelta mentre fuori il sole
schiaccia. E accade che un ombrello cambi
mano nelle sale d’attesa, luoghi faticosi
dove confondersi, diventare gente.

Un ombrello sconosciuto nella vita
di uno sconosciuto a cui ancora
un orizzonte si prospetta.
Un ombrello, quel darsi inatteso,
quel darsi felice
mentre fuori piove.

*

Tra l'incrocio e il prato

È la forza speciale dello stadio:
conservare il luogo certo dove memorie,
compiute al tempo dei fatti, lasciano
graffi tra l’erba. Le riconosci
stanno lì le memorie, se vuoi ascoltare:
vecchio canto per una liturgia
zolla concimata dagli applausi
per quel pallone messo lì, all’incrocio.

*

Al servizio

È successo oggi che la mia voce
ha fatto la voce del bosco. E non solo
il canto tutta energia dello scricciolo
lo scivolare umido delle lumache
e la brezza che agita una ragnatela.

È successo che tutti questi suoni
mi hanno chiesto la parola, a sorpresa
la mia, mentre stavo negli scarponi
e lo zaino tendeva la schiena.

E io chi sono per tacere la voce,
per non essere al servizio?

*

Il corridore

Corre, così sta nel mondo
e sulla terra che batte e insiste
con le scarpe per le risposte,
i suoni di ritorno. Le scarpe,
labbra leggere con cui premere,
dire parole, succhiare il latte
della strada. Il movimento
per cercarsi e trovare la consistenza
dentro uno spazio accogliente.

Corre perché esiste spostando l’aria
e la fatica è una preghiera lenta.
Dall’alto le impronte sullo sterrato
come un diario segreto o una poesia
per riconoscere
l’orizzonte che gli spetta.

*

Nikola Tesla, il nome
di un antico scienziato diviene marchio
di un’automobile e la Natura lo accoglie.
La Natura avvolge, cambia d’abito ridendo
rinnova accessori e decori
toglie forme, aggiunge forme
piangendo e ridendo tutto contiene:
ogni orizzonte che ci spetta
e ci perde.

*

Le stringhe

Controlla le stringhe di lei, che siano
ben tese e in grado di tenere
la direzione del passo. E che lei abbia
uno sguardo sulle tue. Da oggi,
uno l’orizzonte che avrete in comune
teso tra il sole e la luna, due anelli
rubati agli anulari.

*

Marco Bellini (1964) vive in Brianza. Ha pubblicato: Semi di terra (LietoColle, 2007); per le Edizioni Pulcinoelefante la poesia Le parole (2008); la plaquette E in mezzo un buio veloce (Edizioni Seregn de la memoria, 2010); Attraverso la tela (La Vita Felice, 2010); Sotto l’ultima pietra (La Vita Felice, 2013); La distanza delle orme (La Vita Felice, 2015); il libro d’artista Tra le spine (Edizioni Il ragazzo innocuo, 2018); La complicità del plurale (LietoColle, 2020).





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