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"Fresco di stampa": Augusto Pivanti, "Confluenze, poesie scelte 2004 - 2023", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2024

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L'eco dei miei passi Costruisco il giorno sull’eco dei miei passi e, sordo il tacco della nostalgia incide il selciato del tempo. * Liturgia del silenzio Cantiamo il gesto d’urlare il poco da dire, da fare per il molto che rimane, l’apparente utilità del nostro vivere. Lieve rimane il modo di tacere il giorno immergendosi nell’acqua d’un Giordano altro, liturgia del silenzio che s’affaccia sull’inizio delle stelle senza più parole. * Tempo d'improvvisi addii Ti travaso per osmosi nell’acquasantiera che non sono e ti invoco – anima – sopra i cortili dell’infanzia a sorreggermi – per il troppo coniugare all’imperfetto – in questo tempo d’improvvisi addii. * Il nostro dire È terra masticata di risulta, il lato frequentato dal periodico insediarsi nelle notti – un buio ecoico, le falene disimpegnate dal riflettere – l’estate a promettere un caldo sudaticcio. Dimentichiamo in fretta i viali dell’infanzia, quando ci coglievano luci in solo sogno, quando anche un minimo bagliore di ci

Elisabetta Sancino, "L’ocra in punta di lingua", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2023. Segnalazione di Claudia Di Palma

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Sulla strada (Businessman) Non ho paura dei tuoi soliloqui quando me ne sto supina e la strada mi entra nel midollo io non temo nessuna parola mentre tu mi scivoli accanto come fossi aria brandendo gli strumenti del tuo lavoro ti preferirei con una spada vichinga un elmo, magari, o uno scudo rotondo ma tu sei banale anche in questo io da quaggiù registro la flaccidità del tuo passo il tuo sesso invisibile, la punta delle dita infiammate dal calore dello schermo, mentre io lo so come si carezza un sesso o un fiore io lo so e per questo a volte piango * Codici Celesti Sto dentro a questa pelle strappata come dentro a una pelliccia da gatta o da vecchia baldracca non sono liscia, ho cicatrici in bocca e sul cuore la vedi questa lettera scarlatta che brucia alle sette di sera non la vedi, ed è un bene che anch’io sia invisibile perché potresti scoprire il calore, la luce immagazzinata insieme alla colpa e alla notte io sto con gli artisti che non esistono più com’è sparita la nebbia e la c

"Fresco di stampa": Ivan Crico, "L'antro siel del mondo", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2023

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La glicìnia I xe bei i fiori de la glicìnia de la curta vita, te me di ʃée. F óghi viola de seda, scuri òri sensa memoria e sensa mai modo de catarse, desfadi como neve in ta'l sol cu'i sacreti del s ó color... Vàrdeli. Te xe como l óri. Anca ti te arde in ta'l v óido. Il glicine Sono belli i fiori del glicine dalla breve vita, mi dicevi. Fuochi viola di seta, oscuri ori senza memoria e senza mai modo di trovarsi, dissolti come neve al sole con i segreti del loro colore... Guardali. Sei come loro. Anche tu ardi nel vuoto. * Solità del ciaro Solità del ciaro che 'l se distira gualìu sui paredi de le cànbare de domènega e te par de b ót che 'l vìvar integro, cun dut quel che 'l xe sta e che l'à 'ncora de nassìr, drento de élo al sìe serà. Solitudine della luce Solitudine della luce che si distende uniforme sulle pareti delle camere la domenica e sembra quasi che il vivere intero, con tutto ciò che è stato e che ancora deve accadere, in essa sia racchiuso *

"Fresco di stampa": Luca Bresciani, "Ogni giorno un cielo diverso", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2022

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Se la polvere ci parlasse di sé non racconterebbe niente ma ci direbbe delle crepe e dei ragni e dell’infelicità dei pavimenti. Svelerebbe l’ambizione dell’armadio di non vivere con un fianco cieco e la pena del chiodo nel sostenere ciò che gli è impedito di ammirare. Infine ci chiarirebbe la morte dopo l’appello delle sveglie quando dalla tenda alla trapunta un nugolo d’oro ci circonda. * Lo stesso peso sulle bilance in questo scontro tra ombre nella categoria minima della sete dove si sputa senza inghiottire. Finalmente possiamo odiarci avendo dei veri presupposti ora che niente ci distingue ora che nessuno ci sceglie. * È un’intervista alle pietre la trasparenza del fiume e tutto l’udito e tutta la vista sono un’unica coscienza: le distanze si compattano e nessuno vive da ultimo nell’acqua che riconosce i fragili della sua stirpe. L’oscurità della fretta è urgenza che non salva e la careggiata dall’altra parte è il regno che disattende. * Il gelo di dicembre sui muscoli delle macchi

"Fresco di stampa": Francesco Tripaldi, "L'individuo superfluo", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2022

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Campana Da imberbi ribelli tracciavamo miraggi di gesso, itinerari occulti contro i poteri costituiti. Avevamo giubbotti antiproiettile e ginocchia sbucciate. Oggi, dopo un milione di sassaiole contro castelli di fumo, restano solo righe fantasma e caselle vacanti prima dell’ultimo salto mortale. Imberbi e ribelli tracciavamo miraggi di gesso presagendo che il destino è un infame bugiardo. * ‘Glitch’ di sistema La statistica non considera gli amori dissennati, i cigni neri o sé stessa quando la interroghi con seducenti questioni da alcolista freelance. Se lo facesse, l’aspettativa adattiva tradirebbe il risultato della ricerca, un glitch nei libri dell’Apocalisse rivelerebbe la peluria sull’avambraccio della Vergine, i conti offshore degli arcangeli, l’identità della madre surrogata del nuovo Messia. Piani millenari compromessi dall’idea stessa di probabilità. Meglio non chiedersi nulla, abbracciare il destino con lo spirito del kamikaze e guardare il mondo attraverso i misteriosi occh

Alessandro Assiri, "Come", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2022

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come chi lascia una vita indecifrabile rischia l’archivio del silenzio così il contrario del vero non è il falso ma l’insignificante restavi alla fine di una partita persa soltanto un soffio lo stesso con cui si perdono i treni * come tu fossi la madre di un altro e maledetta la memoria il torno subito questo odore di merda e decubito questa stanza che non basta per fare una casa per tendere le mani bianche per spegnere la luce sono le undici di un piccolo orologio e ti rimbocco, ti bacio, ti lecco nell’altro letto il tuo bambino e tu che non riesci a ricambiare * come chi rompe le noci con le mani lui per diventare un uomo e lei per invecchiare in ogni figlio con un problema di aritmetica avrai tre vite da tirare fino a tardi nel finto modo delle comparse a lieto fine lo sbadiglio di nove mesi prima * come chi scrive lettere ai vivi inciampa nel fantasma a cui ha dato un nome quaderni di città inesatte scambiate per casa vite vissute senza dare nell’occhio in ogni foglio un amore che

Nicoletta Bidoia, "Scena muta", Ronzani Editore, 2020

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Si è portati a pensare a una colpa quando si vedono congelare i passeri in volo e poi cadere. Sta succedendo qualcosa, ci siamo detti, tra la terra che ci addenta in banchisa e il cielo che si addensa e impallidisce ogni precetto. Nella distesa vasta di scongiuri il grido di chi prima taceva si propaga rapido fino in Boemia. * Per essermi fedele devo tradire l'aria di prima, il mio mulinare nel vento, devo interrare l'astro e l'arcata perché è venuto un tempo di pietra inatteso, c'è un'altra vertigine. Mai si è visto così tremendo il battito di ciglia dell'immobile. * Nicoletta Bidoia  (Treviso, 1968) ha pubblicato i libri di poesia  Alla fontana che dà albe  (2002),  Verso il tuo nome  (2005, con prefazione di Alda Merini),  L’obbedienza  (2008, con prefazione di Isabella Panfido) editi da Lietocolle e  Come i coralli  (2014) con La Vita Felice. Nel 2013 è uscito il libro di narrativa  Vivi. Ultime notizie di Luciano D.  per le edizioni La Gru. Ha ideato e real