Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Ronzani Editore

Fabrizio Cavallaro, "Dico di te", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2025

Immagine
Il libro contiene venti immagini fotografiche di Laura Daddabbo La notte non mi parla I. Quel sentore di latte detergente o crema idratante sulle tue guance e sugli zigomi – che, quando ti bacio, mi resta sulle labbra – è il sapore stesso dell’anima a primavera, del vivere futuro anteriore II. Mentre ascolto la notte la notte non mi parla dietro la parete un respiro come di cornamusa lieve prima di distenderti hai detto abbassa un po’ quel tonfo sapevi era il mio cuore però hai detto è ora di dormire il balcone aperto sulle foglie frescura lieve tra i capelli gemme preziose da bere al volo, tu che conosci il modo e i tempi, le parentele con gli angeli che ti carezzano il viso che non sa invecchiare * Vita conosciuta I. Sei tutte e ognuna. Sei Susanna, figlia e madre di Pier Paolo che piange il figlio assassinato; sei le madri dimidiate di Almodovar; la signora Rimbaud, che però non aveva vento nelle suole. Sei Giocasta figlia di Meneceo, Andromaca che vede Ettore morire, sei la madre d...

Marco Bellini, "L’orizzonte che ci spetta", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2025

Immagine
Il sogno rubato E rimani così, con un sogno rubato senza cura, come l’infanzia perduta dentro la geometria di un fiocco di neve al microscopio. Non avresti mai voluto vedere, meglio restare con la neve alle ginocchia, quel freddo sulla pelle rossa di gioia nel fare un pupazzo: cielo caduto lì, dentro una luce che rimbalza. * Ombrelli Gli ombrelli dimenticati sono una lezione. L’abbandono quasi una scelta mentre fuori il sole schiaccia. E accade che un ombrello cambi mano nelle sale d’attesa, luoghi faticosi dove confondersi, diventare gente. Un ombrello sconosciuto nella vita di uno sconosciuto a cui ancora un orizzonte si prospetta. Un ombrello, quel darsi inatteso, quel darsi felice mentre fuori piove. * Tra l'incrocio e il prato È la forza speciale dello stadio: conservare il luogo certo dove memorie, compiute al tempo dei fatti, lasciano graffi tra l’erba. Le riconosci stanno lì le memorie, se vuoi ascoltare: vecchio canto per una liturgia zolla concimata dagli applausi per que...

"Fresco di stampa": Augusto Pivanti, "Confluenze, poesie scelte 2004 - 2023", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2024

Immagine
L'eco dei miei passi Costruisco il giorno sull’eco dei miei passi e, sordo il tacco della nostalgia incide il selciato del tempo. * Liturgia del silenzio Cantiamo il gesto d’urlare il poco da dire, da fare per il molto che rimane, l’apparente utilità del nostro vivere. Lieve rimane il modo di tacere il giorno immergendosi nell’acqua d’un Giordano altro, liturgia del silenzio che s’affaccia sull’inizio delle stelle senza più parole. * Tempo d'improvvisi addii Ti travaso per osmosi nell’acquasantiera che non sono e ti invoco – anima – sopra i cortili dell’infanzia a sorreggermi – per il troppo coniugare all’imperfetto – in questo tempo d’improvvisi addii. * Il nostro dire È terra masticata di risulta, il lato frequentato dal periodico insediarsi nelle notti – un buio ecoico, le falene disimpegnate dal riflettere – l’estate a promettere un caldo sudaticcio. Dimentichiamo in fretta i viali dell’infanzia, quando ci coglievano luci in solo sogno, quando anche un minimo bagliore di ci...

Elisabetta Sancino, "L’ocra in punta di lingua", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2023. Segnalazione di Claudia Di Palma

Immagine
Sulla strada (Businessman) Non ho paura dei tuoi soliloqui quando me ne sto supina e la strada mi entra nel midollo io non temo nessuna parola mentre tu mi scivoli accanto come fossi aria brandendo gli strumenti del tuo lavoro ti preferirei con una spada vichinga un elmo, magari, o uno scudo rotondo ma tu sei banale anche in questo io da quaggiù registro la flaccidità del tuo passo il tuo sesso invisibile, la punta delle dita infiammate dal calore dello schermo, mentre io lo so come si carezza un sesso o un fiore io lo so e per questo a volte piango * Codici Celesti Sto dentro a questa pelle strappata come dentro a una pelliccia da gatta o da vecchia baldracca non sono liscia, ho cicatrici in bocca e sul cuore la vedi questa lettera scarlatta che brucia alle sette di sera non la vedi, ed è un bene che anch’io sia invisibile perché potresti scoprire il calore, la luce immagazzinata insieme alla colpa e alla notte io sto con gli artisti che non esistono più com’è sparita la nebbia e la c...

"Fresco di stampa": Ivan Crico, "L'antro siel del mondo", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2023

Immagine
La glicìnia I xe bei i fiori de la glicìnia de la curta vita, te me di ʃée. F óghi viola de seda, scuri òri sensa memoria e sensa mai modo de catarse, desfadi como neve in ta'l sol cu'i sacreti del s ó color... Vàrdeli. Te xe como l óri. Anca ti te arde in ta'l v óido. Il glicine Sono belli i fiori del glicine dalla breve vita, mi dicevi. Fuochi viola di seta, oscuri ori senza memoria e senza mai modo di trovarsi, dissolti come neve al sole con i segreti del loro colore... Guardali. Sei come loro. Anche tu ardi nel vuoto. * Solità del ciaro Solità del ciaro che 'l se distira gualìu sui paredi de le cànbare de domènega e te par de b ót che 'l vìvar integro, cun dut quel che 'l xe sta e che l'à 'ncora de nassìr, drento de élo al sìe serà. Solitudine della luce Solitudine della luce che si distende uniforme sulle pareti delle camere la domenica e sembra quasi che il vivere intero, con tutto ciò che è stato e che ancora deve accadere, in essa sia racchiuso *...

"Fresco di stampa": Luca Bresciani, "Ogni giorno un cielo diverso", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2022

Immagine
Se la polvere ci parlasse di sé non racconterebbe niente ma ci direbbe delle crepe e dei ragni e dell’infelicità dei pavimenti. Svelerebbe l’ambizione dell’armadio di non vivere con un fianco cieco e la pena del chiodo nel sostenere ciò che gli è impedito di ammirare. Infine ci chiarirebbe la morte dopo l’appello delle sveglie quando dalla tenda alla trapunta un nugolo d’oro ci circonda. * Lo stesso peso sulle bilance in questo scontro tra ombre nella categoria minima della sete dove si sputa senza inghiottire. Finalmente possiamo odiarci avendo dei veri presupposti ora che niente ci distingue ora che nessuno ci sceglie. * È un’intervista alle pietre la trasparenza del fiume e tutto l’udito e tutta la vista sono un’unica coscienza: le distanze si compattano e nessuno vive da ultimo nell’acqua che riconosce i fragili della sua stirpe. L’oscurità della fretta è urgenza che non salva e la careggiata dall’altra parte è il regno che disattende. * Il gelo di dicembre sui muscoli delle macchi...

"Fresco di stampa": Francesco Tripaldi, "L'individuo superfluo", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2022

Immagine
Campana Da imberbi ribelli tracciavamo miraggi di gesso, itinerari occulti contro i poteri costituiti. Avevamo giubbotti antiproiettile e ginocchia sbucciate. Oggi, dopo un milione di sassaiole contro castelli di fumo, restano solo righe fantasma e caselle vacanti prima dell’ultimo salto mortale. Imberbi e ribelli tracciavamo miraggi di gesso presagendo che il destino è un infame bugiardo. * ‘Glitch’ di sistema La statistica non considera gli amori dissennati, i cigni neri o sé stessa quando la interroghi con seducenti questioni da alcolista freelance. Se lo facesse, l’aspettativa adattiva tradirebbe il risultato della ricerca, un glitch nei libri dell’Apocalisse rivelerebbe la peluria sull’avambraccio della Vergine, i conti offshore degli arcangeli, l’identità della madre surrogata del nuovo Messia. Piani millenari compromessi dall’idea stessa di probabilità. Meglio non chiedersi nulla, abbracciare il destino con lo spirito del kamikaze e guardare il mondo attraverso i misteriosi occh...