Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Puntoacapo Editrice

Alessandra Corbetta, "Estate corsara", Puntoacapo Editrice, 2022

Immagine
Ombra Nel nostro breve corpo eri un’ombra troppo lunga, un’assenza già presente a riempire tutti i vuoti scavati dal passare delle estati. Sorridevo al buco nero dei tuoi sguardi già lontani, al mistero di sapere che trovarti era lasciare tutto quanto, appartenersi. Sei trapassato nel mio fiato irrevocabilmente mille volte e poi una soltanto: dovevi ammettere che amarti sarebbe stato luce traballante, un continuo calo di tensione * Come vanno le cose Dopo Parma, ti ho fatto mettere una virgola, dopo Parma, camminiamo. Ti ricordi tra i ricordi la città dove eravamo? Anche Correggio esagerava, come noi, ma con l’azzurro, e non lo sapevamo che il profumo di violetta era certezza delle cose da rifare, abbastanza a trattenere un altro gelido domani la nevicata di quel giorno. Ero sola? Ora invece se restiamo, Parma tace, lascia indietro la parola * Pietrasanta I Ricordo una gioia sfrontata, totale dal rumore ciocco di pioggia che cade ricade. E rimbomba. Eravamo in ombra tra i vicoli e poi

Maurizio Paganelli, “Libro mastro”, puntoacapo Editrice, 2021. Segnalazione di Fabrizio Bregoli

Immagine
L’apostata Son poche le parole, ché l’affetto non ne cerca altre e il tempo assieme è stato tanto. Per mia colpa non ci si intende le volte in cui provo a parlarvi. Ciascuno tesse il suo drappo dorato dell’infanzia e l’ostende: son io l’apostata, che eccettua i casi, l’anonima semenza volata in altri vasi. Però la vostra stagione e natura le rispetto e lo zelo nel seguire per anni la palestra del dolore, che v’ha resi di sasso e inetti a ogni trapasso e al mio pudore. Così, se fiato, divento invisibile, poi torno piccino tacendo, senza scampo d’esistere sul serio. * Pellegrini Attraverso la grata di un convento di clausura conobbi la gioia inattaccabile. Il sorriso e la voce di una suora, poco più che ventenne, ci invitarono alla contemplazione del Santissimo nell’alba del giorno che da Sutri ci avrebbe condotto a Campagnano. Lo sguardo libero, profondo, immobile, sereno, dolce, pieno, era molto bello e forse folle. Le attraversava la pelle lo splendore di chi è già stato scelto e soll

"Fresco di stampa": Stefano Vitale, "Si resta sempre altrove", puntoacapo Editrice, 2022

Immagine
Travasi di luce Soli, nella morte plurale si resta sempre soli tra alti muri d’ascisse e percentuali scompaiono le storie singolari. Soli, a riannodare un flebile respiro con le vite degli altri dove cresce il bianco del silenzio e si spezza la certezza del viaggio. Soli, nel gioco feroce dell’amore tra temporali di vita felice e gusci di noce abbandonati sulle spiagge di lacrime e sassi. Soli, semi di girasole, anima d’acero di parole disperse senza colore o forse soltanto talpe pazienti nel buio a scavare travasi di luce. * Muoiono i giorni d’estate sulla frontiera di nuvole e sole frammenti di roccia scheggiata nessuno ricorda chi ha chiuso il cancello ansia che cresce porta morgana: non è più tua quell’ombra ora fuggita dalla fodera chiara di un tempo mai nato. * Miracolo della vita è la percezione di sé di colpo riflesso nella vetrina d’un bar la mattina perché ti sei visto e sentito a te stesso sorpreso nell’istante presente ora svanito oltre il flusso arrogante del tempo anche s

Mauro Macario, "L'opera nuda", puntoacapo Editrice, 2021. Segnalazione di Fabrizio Bregoli

Immagine
C’è qualcuno là fuori? Vorrei cadere dall’alto di un verso maestoso e farmi male davanti a tutti con la testa spaccata e le vertebre incrinate il sangue che fluisce la paura di morire e gli eroismi in poesia che non servono più a niente affinché i poeti sappiano che siamo di carne e ossa che abbiamo mal di pancia e cataratte orecchie da siringare e culi brucianti l’essere sublime in odore di santità è un poveretto che reclama un cielo abitato un oceano capovolto senza pani né pesci l’essere sublime non confessa le sue miserie al calar della notte stura le sue abiezioni poi scrive con gli occhi rivolti alla trascendenza giurando fedeltà alla santa croce di un prelato i poeti non leggono i libri dei poeti sbuffano ridacchiano li buttano o li seppelliscono vivi nella loro sindone di cellophane ligi alla cerimonia funebre del silenzio pop star in un’arena solitaria si guardano l’ombelico perché alla poesia basta un lettore in tutto il mondo dicono eppure li sognano ad occhi aper