"Anteprima Portosepolto": Lucilla Trapazzo, "La quiescenza del seme", peQuod, 2026
Anthozoa
Ci vuole la grazia luminosa del corallo
nell’arte del distacco.
Si chiudono gli occhi e poi si apre la mano
nella resa
finché non cade il seme
dall’animale al fiore
incastonato.
Poi in dissolvenza si svanisce.
Ci vuole della fede il timbro
chiaro. Ci vuole in fondo solo
amore.
*
Alla finestra
Quando il mondo si è fermato
abbiamo aperto le finestre
e versato note a sanguinare
nella sera viola.
Da quale oscura solitudine ci solleva
questo dare e questo andare
di lingue di acqua e di vetro?
Si rivela nostra questa immensità
(moltitudini che inondano gli schermi)
mi colma e io non lo so dire
Ogni giorno semino parole
versipelle
che colgono gli uccelli e vanno forse
a impollinare menti
C’è ancora posto per la luce
c’è ancora questa cosa di carne
e di materia che noi chiamiamo
Uomo
*
Sala d’attesa
La bambina scrive segni con le dita
sulla schiena. Qualcuno fiata a voce
bassa. Inquieto il tempo smaglia il ritmo
di gocciole nei tubi. Grave di passi il dubbio
di ragni di timore e di speranze urgenti.
La folla immensa è solo nella testa
e si ripete a raspo nella solitudine.
Cadono fogli di giornale, il suono
un grido trattenuto a stento di tutti
e di nessuno. Senza innanzi senza
dopo questo istante per sempre si dispiega
si racconta in cerchio.
Cadono chicchi di parole e gemina
un pensiero. Donati ancora meraviglia
ancora un altro istante brama rubino aspira
prima che il nome, il tuo
rotoli dal foglio e dalle mani.
*
Sull’altra sponda del fiume
di nuovo stanotte l’uccello delle ombre
cosparge di semi il bosco.
Siamo fratture di stelle
granate
di Luce nel gesto primario di un dio
creatore
– dal tutto indiviso incompiute moltitudini.
Ci veste di viola l’assenza.
Ci vive e ci smuove di fame e di sete.
E noi siamo tutto e nessuno ogni inizio
ogni fine. L’assenza di tutte le assenze.
Mancanza di ogni mancanza.
Quante volte ancora conteremo
il cielo a pezzetti tra i rami? Quante volte
ancora le (tue) risa splendenti saranno
il mio fiume?
*
Dissolvenze
C’è forse redenzione nel gesto originario
nella mora rossa che si abbraccia
al giglio?
Ecco, ti presento l’uomo:
conquista per dominio
riversa di violenza il seme
saldo nei costrutti sgretolati
nel suo vaso vuoto.
Si piega poi a sua volta
stupito
sull’ignoto.
*
A volte arriva una parola
una scia luminosissima e pulsante
che apre il cielo in ipotesi
di spazio
(portale spazio-tempo)
A volte resta lì e non so che farne
si posa sulla testa
che l’accoglie con le mani unite
a croce per fare nido agli astri
(per me sempre la luna)
o forse semina nel vento
è in quel seme al vento il sapore
rosso della mela
*
Lucilla Trapazzo (Svizzera/Italia) è poeta, traduttrice e performer. Ha pubblicato nove libri di poesia e tradotto autori da diverse lingue, intrecciando scrittura, voce e presenza scenica.
*
Tutti i libri della collana di poesia Portosepolto sono ospitati in anteprima nazionale su questo blog e sui canali social Poeti Oggi attraverso una selezione di testi a cura della redazione. Portosepolto nasce nel gennaio 2021, dalla collaborazione tra Luca Pizzolitto e Massimiliano Bardotti (direttori della collana) e Marco Monina (editore di peQuod).
