"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Giacomo Pedone


Da sempre ho vissuto un’esistenza
in differita, dilacerata dal rimando
per obbligo, officio o grottesca natura
giungendo là dove s’arriva senza premura.

E ora trascorro d’automa la mia non vita
conscio che sempre meno ne resta sulle dita
e se l’ultimo giorno mi chiedo sia differito
prolungando lo strazio dove per tutti è già finito.

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Giacomo Pedone ci propone una poesia-pensiero sul senso dell’esistenza strutturata in due quartine senza rigidità metrica precostituita, ma con un evidente gusto per la rima, anche facile, che genera un contrasto voluto con il tema impegnativo sostenuto dalla poesia. Tutto verte sull’idea della inadeguatezza, di una “esistenza” - la propria - vissuta “in differita”, sotto il peso delle costrizioni imposte (elencando le quali si propende anche a un certo gusto per il termine desueto come in “officio”); vita “non vita” che viene esperita nella forma di “automa”, riprendendo un motivo che fu già di Cavalcanti e più recentemente rielaborato da Rebora e Pagliarani. Il tono tragico, che rischierebbe di essere troppo letterario e forzato, viene mitigato dal tono canzonatorio della rima, che alleggerisce il quadro d’insieme inserendolo in un contesto di maggiore contemporaneità, e quindi più in linea con quanto ci si attende da una nuova voce poetica. 

Fabrizio Bregoli

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Giacomo Pedone (Palermo 1987) vive a Varese dove insegna italiano e storia in un istituto superiore della città.

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La rubrica "Blocchi di partenza" curata dal poeta e critico letterario Fabrizio Bregoli è lo spazio dedicato da Poeti Oggi ai poeti esordienti che non hanno ancora pubblicato con un editore. La nota di lettura di un poeta noto e affermato come Bregoli, si pone come saldo accompagnamento nel critico transito che da privato e intimo rende un testo pubblico.



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