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Fabrizio Cavallaro, "Dico di te", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2025

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Il libro contiene venti immagini fotografiche di Laura Daddabbo La notte non mi parla I. Quel sentore di latte detergente o crema idratante sulle tue guance e sugli zigomi – che, quando ti bacio, mi resta sulle labbra – è il sapore stesso dell’anima a primavera, del vivere futuro anteriore II. Mentre ascolto la notte la notte non mi parla dietro la parete un respiro come di cornamusa lieve prima di distenderti hai detto abbassa un po’ quel tonfo sapevi era il mio cuore però hai detto è ora di dormire il balcone aperto sulle foglie frescura lieve tra i capelli gemme preziose da bere al volo, tu che conosci il modo e i tempi, le parentele con gli angeli che ti carezzano il viso che non sa invecchiare * Vita conosciuta I. Sei tutte e ognuna. Sei Susanna, figlia e madre di Pier Paolo che piange il figlio assassinato; sei le madri dimidiate di Almodovar; la signora Rimbaud, che però non aveva vento nelle suole. Sei Giocasta figlia di Meneceo, Andromaca che vede Ettore morire, sei la madre d...

Fabrizio Cavallaro, "Alta stagione", RPlibri, 2020

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L'ultima frontiera è la notte, che mastica piano i suoi sonni e li riporta a letto, magari contusi malandati quel poco da rimetterli in piedi al mattino dopo, tra rimorsi e ottusi malumori, purché evitino trappole coperte di foglie, scavate apposta per farci cascare il daino braccato. * Il gigante di buone maniere che assomiglia a John Cena ha occhi fessurati di verde marino, quando sorride si schiude come una melagrana, mette in evidenza i denti alla Bugs Bunny, e un po' morbido di fianchi, sul petto ha tatuato il motto domani mai più poveri . * Farsi una cosa sola in parole, e passi lunghi o corti, per vie diritte o storte, le storie brevi del mondo a volte si estenuano s'allungano dentro i nostri occhi lanciati come fresbees nell'aria gioco da ragazzi, vivere poi è l'unica risposta muta e saggia. * Quanta parte di te hai lasciato sul cuscino, fronde del tuo giovane fusto: la buona creanza che mi sudavi addosso. * Eccoci, nel deserto gobbuto che ci rassomiglia e ...