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Giorgia Mastropasqua, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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Ho concluso scelgo un'altra lingua questa mia è sfinita e non metterò giù un rigo atterrita dal silenzio mandria, oceano immoto ho chiuso gli occhi soltanto ora che sogno colori saturi e nella plastica desidero compiutamente mi ripudio lontano, lontano smetto il contorno così non mi commuovo e mi tuffo nel sonno fra le bracciate dei tristi a picco con gli ebbri con gli intossicati sorte dopo sorte torna il giorno ma dileguo estranea e non so chi affiorerà mitigarsi identitario ribollire di mosto resterà scintilla un episodio di sanità. * Giorgia Mastropasqua  è nata nel 1986, ha studiato lettere alla Sapienza di Roma. In poesia ha pubblicato Al Mondo vuoto (Controluna) nel 2024 e  Un canto al tempo che mi assolva ( Les Flâneurs Edizioni) nel 2025. La poesia contemporanea in lingua italiana

Giorgia Mastropasqua, "Un canto al tempo che mi assolva", Les Flâneurs Edizioni, 2025. Segnalazione di Claudia Di Palma

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L'ascesa Ora che hai sciolto ogni vanità votato il dorso alla sorte dorata Ora che sai tendere e serrare una presenza di garza leggera C'è un'altra parete In compagnia dei fiori di roccia non si resta che una stagione. * Bambina, posato l'orecchio sulla testa, ti ascolto come una conchiglia e la conchiglia è una caverna per le bambole fossa iridata della risonanza. Ho fatto il silenzio, mi piaceva ripetere, adesso cerco la tua voce. A che scopo la vetta, il vigore pungente, se non per ritornare al mercato di Gallipoli, e potersi litigare uno scheletro calcareo fra i turisti e gli scolari. * Poi un giorno ti sentirò ancora anima, raccolta nei margini di questa pelle desolata nel petto taglierai un nodo di scale e ballatoi, la lotta non saprà più reclamarti perché vedi, il tempo è questo incidere pareti, turbare con lo scandalo gli intenti giovanili e ancora rimestare tempesta perché paga di urti e schegge possa fessurarmi perdere luce. * E se infine rinunciassi alla tua ...

"Fresco di stampa": Giorgia Mastropasqua, "Al mondo vuoto", Controluna Edizioni, 2024. Segnalazione di Claudia Di Palma

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Ho questo corpo una sezione di tempo senza inizio e senza fine è il suo credo estatico funesto non posso esimermi se amo viaggiare non posso conservarlo l’allegro sacrificio delle molte e delle simili non esclude la salvezza introversione necessaria dura il tempo di un ritmo di sillabe. * Al castello Sulla pietra, nella polvere sono cerchi e semicerchi i lombrichi sono segni residuo di parole rotte, cadute per terra o forse baccelli di un altro discorso. * Laziali Un suono si rinnova rifulge la memoria del foglio bianco in un autunno ancora così dolce in alto tutte le foglie in strada tutte le gonne avversano la muta. Nei miei passi suono della borgata senza dettaglio di particolari lunga e scabra, foglio brunito senza botteghe, estro né attenzione. Senza dolore. Sulla pelle solo il tepore dei molteplici eventi a venire e il nostro addio, fra i lotti azzurri i baci notturni dei solitari, assassinati davanti a tutti, l’odore di amido e di coriandolo. E mi scoppia il cuore in questo tea...