Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

"Fresco di stampa": Luca Bresciani, "La stella e il taglio", Premio Ciampi Valigie Rosse 2025

Immagine
Il temporale stanotte è una falange che accende a intermittenza i miracoli della stanza. Pendono dall’attaccapanni indumenti mai nostri e una luce penitente torna al cielo gigante. * Dormiamo sul fianco per un bersaglio più piccolo davanti al volo di coltelli nel circo grigio dei sogni e forse non si farà stanotte quel sinistro tra macchine e il balzo lungo nel nulla dopo la barriera divelta. Lo schianto imminente un giro nella morte e il ritorno alla salvezza un colpo di penombra. * Per indossare ai piedi il nuovo paio di calzini dobbiamo liberare le punte vincendo ciò che le stringe e nella presa dei prudenti annuirebbero le forbici se un sonno ancora robusto non ci trattenesse nell’azzardo. Così un primitivo strattone riconsegna le dita alle ossidiane e la felicità immaginata sulla bocca è la nostra prima scena di caccia. * È questo senza dubbio il mattino più bianco e sul limite del dire si ammucchiano le parole come bestie alla porta della propria stalla quando vicino è il momento...

Marco Bellini, "L’orizzonte che ci spetta", collana Lietocolle, Ronzani Editore, 2025

Immagine
Il sogno rubato E rimani così, con un sogno rubato senza cura, come l’infanzia perduta dentro la geometria di un fiocco di neve al microscopio. Non avresti mai voluto vedere, meglio restare con la neve alle ginocchia, quel freddo sulla pelle rossa di gioia nel fare un pupazzo: cielo caduto lì, dentro una luce che rimbalza. * Ombrelli Gli ombrelli dimenticati sono una lezione. L’abbandono quasi una scelta mentre fuori il sole schiaccia. E accade che un ombrello cambi mano nelle sale d’attesa, luoghi faticosi dove confondersi, diventare gente. Un ombrello sconosciuto nella vita di uno sconosciuto a cui ancora un orizzonte si prospetta. Un ombrello, quel darsi inatteso, quel darsi felice mentre fuori piove. * Tra l'incrocio e il prato È la forza speciale dello stadio: conservare il luogo certo dove memorie, compiute al tempo dei fatti, lasciano graffi tra l’erba. Le riconosci stanno lì le memorie, se vuoi ascoltare: vecchio canto per una liturgia zolla concimata dagli applausi per que...

"Fresco di stampa": Antònia Vicens, "Tutti i cavalli", Premio Ciampi Valigie Rosse 2025

Immagine
Traduzione dal catalano di Ilaria Sofia Perrino * Il cielo può entrare in una pozza l’inferno può essere un letto con lenzuola di seta. * Spari mi feriscono la fronte rivoli di sangue mi coprono la vista qualche curioso mi consiglia di andare in ospedale non so come spiegargli che non sono io che mi sto dissanguando. * Appena aprivo le persiane giaggioli in fiore e rose selvatiche ne prendevo un mazzo mi riempivo i capelli di petali fin che cavalli imbizzarriti mi calpestarono il ventre. * All’inizio Diavolo mi disse ti condurrò al mio rifugio il bancone è così lungo che vi entrano le bottiglie e i bicchieri necessari per dare da bere a tutti i condannati ma se ti colori le labbra ti strapperanno i denti con tutta la sete d’amore che c’è. * Perché mamma metti la tovaglia bianca di notte la cenere ti cola lungo le gambe se papà aveva tanta fede che si prepari lui il funerale. * Dopo l’estasi restano le camicie i calzini anche le stanze piene di voci ma non posso dire agli uomini che rac...

"Fresco di stampa": Fabio Valdinoci, "Argine degli angeli", peQuod, 2025. Segnalazione di Claudia Di Palma

Immagine
il contatto della parola pronunciata cerca l’innesto con lo spazio tra i denti sul palato scopre l’habitat ideale per assorbire la spezia raccolta in una nuvola di punti assetati d’obbedienza * ogni piega di arto ricorda che siamo fatti di carta si levigano sul fianco senza cartilagine risiedono nelle imperfette proporzioni superfici di certo esaminate dove affiorano isole di magma che hanno sperimentato il nostro punto di fusione * attraverso l’orditura conservi ancora un corpo per ospitare spigoli, strappi ancorare continue derive verderame e un glioma dove quel fossile appare e si manifesta all’impotenza dei vivi * al primo contatto ogni traccia di umano disinnesca l’arto siamo opere incompiute accostate a croci di gelso e nel moto perpetuo disabitiamo i dispersi quanti abiti occorrono ancora per rivestire un popolo * nel percorso di creature visibili in transizione primordiale privata del suo organo caudale l’umanità è una congenita raccolta di gesti collaterali dice: respira ancor...

Paola Mancinelli, "Chirurgia del vuoto", peQuod, 2025. Segnalazione di Claudia Di Palma

Immagine
La parola è il bisturi. Lacera il vero nella sua crepa fa uscire la vena nascosta del mondo. Viene da lontano un suono che non sai interpretare e non c’è teoria capace di spiegare il vuoto trafitto dal bagliore della lama pronunciata, sezione aurea di una parola che non sai dire. Questo a noi rimane: continuare senza sosta a incendiare, senza bruciarla la parola destino. * Dove siamo quando il mondo chiama? Dentro a quale distanza siamo? Stretti in un pugno ostinato, sordo, coriaceo. All’ombra di quale dubbio brulichiamo ipotetici come la vergogna. Vedi, siamo tutti stretti dentro una frattura. Siamo noi la crepa che fa il mondo, la luce verticale che taglia in due la paura. * La paura è una luce accesa rimbocca gli angoli a tutte le incertezze. È una vecchia stella che traballa, ha grandi gli occhi e una nuova solitudine. A fiamma lenta cuce una scintilla alle mani del pensiero, apre una vertigine poi scompare con funambolica destrezza. * Muove il cielo un vento di mancanza un’annosa ...