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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Luca Crastolla, "L’indole del tarlo", Delta 3 Edizioni, 2025. Segnalazione di Claudia Di Palma

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sorriso augurale, piana del giorno estuario della notte: luna tarda che al cielo rimane a vegliare oliveto e contrade l’esatto contado di tarassaco e papaveri La circonvallazione è notizia letta e non appresa dai terrazzamenti: qui le cisterne riposano a botte o a campana poggiano ancora l’antico sterno agli sterrati insegnano come si chiede l’acqua alla pietra ‒ poca l’acqua assai la pietra ‒ che la legge è nella pietra ma la scolpisce l’acqua E la Vergine dei Rovi è nostra madre trafitta e una lama è già quell’asparago di luce * viene come fu scritto: con Dio è un’interurbana interrotta; Cafarnao è nell’ulcera reiterata della luce. Così che schierate in un sonno equino le luminarie sognano centrini d’ombra su archi atavici e caseggiati di calce accesa. Spenta la festa. Un pugno di lupini ‒ defluito il Santo ‒ l’altro è di mosche * a Mariagrazia Francot il seno appeso al primo temporale è uno spavento della pelle. Ma poi avviene: un acquerello si dispone Ovvero: come tu ritrai fragile...