"Fresco di stampa": Nicola Vacca, "Libro delle bestemmie", Marco Saya Edizioni, 2023


Rebus

Impiccati
la corda è sempre tesa.
Sul patibolo
c’è sempre posto
per i nostri inganni:
dio è un boia
che non si sporca le mani.

*

Imprecazioni e lacrime

Il giorno ci vuole allineati e coperti
e noi gli lecchiamo il culo
con il nostro castello di menzogne.
Le lacrime insegnano a essere veri
una bestemmia ci salverà
da questo piccolo dio bastardo.

*

Diario del cecchino

Il fucile è in posizione
il colpo è in canna.
Sono appostato come sempre
dove gli umani non possono vedermi.
Tutto è pronto per consumare
il rito quotidiano dell’eliminazione:
io non faccio altro che il mio dovere
essere il cecchino di chi vive
e ignora di essere già morto.

*

La parola ai poeti

Un taglio inganna la parola
la ferita è aperta.

Ogni forma di vita
è la fotografia orribile di un massacro.

In questa enorme paralisi
nessuno intervista la coscienza
rasoiate di deliri sfigurano
finestre aperte sul mondo.

Ci sono schegge di niente
il dolore diventa rabbia
l’ultima porta si chiuderà
se i poeti non ruberanno le parole
per avvisare che il cecchino
ha già puntato il fucile.

*

Versi laici

Anche oggi
la parola che si fa vangelo
è un sarcofago di bugie.
Non c’è un ordine
sulle mensole vuote.
Una salvezza a corto di idee
ha disinnescato la miccia del pensiero.
È un crimine la preghiera
impreparata al niente.
Il niente che ci guarda
fa parte dell’abisso
di cui nessuno dovrebbe vergognarsi.

*

Cristo alle intemperie

È sempre lì davanti a una chiesa
nel centro storico di una città del sud
assassinata dai tumori.
Dalla croce vigila
anche se sa di essere impotente.
Il suo sguardo si posa sui passanti
il costato butta sangue
anche se chi lo prega
è indifferente ai grumi.
Cristo che sta davanti
alla chiesa di San Pasquale
è un uomo fragile
davanti alle intemperie.

Non aspetta nessuna resurrezione.

*

La Bibbia

Scaravento la Bibbia sul muro
per sentire il rumore di dio

è un tacere che spaventa
il silenzio che ne consegue

per terra le macerie di parole
che non salvano nessuno.

*

L’uomo dio

L’uomo ha inventato dio
appena è arrivato sulla terra

lo ha inventato a sua immagine e somiglianza
fino a sentirsi dio

lo prega nelle chiese
lo invoca nelle preghiere
lo cerca nelle cose

ma trova sempre se stesso
quando china il capo
nella devozione del nulla.

*

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Ha pubblicato: Nel bene e nel male (Schena 1994), Frutto della passione (Manni 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani 2002), Serena musica segreta (Manni 2003), Civiltà delle anime (Book editore 2004), Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007), Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio 2008), Esperienza degli affanni (Edizioni il Foglio 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio 2010), Serena felicità nell’istante (prefazione di Paolo Ruffilli, Edizioni Il Foglio 2010), Almeno un grammo di salvezza (Edizioni Il Foglio, 2011, nuova edizione L’Argolibro editore 2018), Mattanza dell’incanto ( prefazione di Gian Ruggero Manzoni, Marco Saya edizioni 2013), Sguardi dal Novecento (Galaad edizioni 2014), Luce nera (Marco Saya edizioni 2015, Premio Camaiore 2016), Vite colme di versi (Galaad edizioni 2016), Commedia Ubriaca (Marco Saya 2017), Lettere a Cioran (Galaad edizioni 2017), Tutti i nomi di un padre (L’Argolibro editore 2019), Non dare la corda ai giocattoli (Marco Saya edizioni 2019), Arrivano parole dal jazz (Oltre edizioni 2020), Muse nascoste (Galaad 2021) e Un caffè in due (A&B Editrice 2022).





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