Emanuela Esposito, una poesia inedita
L’educazione del calcare C’è una precisione spietata nel ferro, nel modo in cui la ruggine mangia il cancello senza fare rumore, un dente dopo l’altro. Eravamo noi, quelli seduti sul muretto, a contare le targhe delle auto straniere come se fossero promesse di partenza. Oggi il tempo ha la consistenza del calcare: si deposita sui bordi delle tazze sbeccate, indurisce il battito tra una parola e l’altra. Non è il dolore a vincere, sai? È questa pazienza dei sassi sotto la pioggia, questo restare fermi mentre il mondo si scuce. Eppure, tra le fessure del cemento armato, c’è un verde che non chiede permesso. È lì che ti cerco: non nel ricordo intero, ma nel graffio, nel dettaglio fuori posto, nella luce che taglia il corridoio alle quattro. * Emanuela Espostito ha quindici anni e vive a Maddaloni in provincia di Caserta. Nella vita è una studentessa del primo classico. La poesia contemporanea in lingua italiana