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"Fresco di stampa": Luca Bresciani, "La stella e il taglio", Premio Ciampi Valigie Rosse 2025

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Il temporale stanotte è una falange che accende a intermittenza i miracoli della stanza. Pendono dall’attaccapanni indumenti mai nostri e una luce penitente torna al cielo gigante. * Dormiamo sul fianco per un bersaglio più piccolo davanti al volo di coltelli nel circo grigio dei sogni e forse non si farà stanotte quel sinistro tra macchine e il balzo lungo nel nulla dopo la barriera divelta. Lo schianto imminente un giro nella morte e il ritorno alla salvezza un colpo di penombra. * Per indossare ai piedi il nuovo paio di calzini dobbiamo liberare le punte vincendo ciò che le stringe e nella presa dei prudenti annuirebbero le forbici se un sonno ancora robusto non ci trattenesse nell’azzardo. Così un primitivo strattone riconsegna le dita alle ossidiane e la felicità immaginata sulla bocca è la nostra prima scena di caccia. * È questo senza dubbio il mattino più bianco e sul limite del dire si ammucchiano le parole come bestie alla porta della propria stalla quando vicino è il momento...

"Fresco di stampa": Antònia Vicens, "Tutti i cavalli", Premio Ciampi Valigie Rosse 2025

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Traduzione dal catalano di Ilaria Sofia Perrino * Il cielo può entrare in una pozza l’inferno può essere un letto con lenzuola di seta. * Spari mi feriscono la fronte rivoli di sangue mi coprono la vista qualche curioso mi consiglia di andare in ospedale non so come spiegargli che non sono io che mi sto dissanguando. * Appena aprivo le persiane giaggioli in fiore e rose selvatiche ne prendevo un mazzo mi riempivo i capelli di petali fin che cavalli imbizzarriti mi calpestarono il ventre. * All’inizio Diavolo mi disse ti condurrò al mio rifugio il bancone è così lungo che vi entrano le bottiglie e i bicchieri necessari per dare da bere a tutti i condannati ma se ti colori le labbra ti strapperanno i denti con tutta la sete d’amore che c’è. * Perché mamma metti la tovaglia bianca di notte la cenere ti cola lungo le gambe se papà aveva tanta fede che si prepari lui il funerale. * Dopo l’estasi restano le camicie i calzini anche le stanze piene di voci ma non posso dire agli uomini che rac...

"Fresco di stampa": Emiliano Dominici, “Dentro l’isola”, Valigie Rosse, 2025

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Spingo pesi con le sopracciglia mi lavo i denti con le unghie ascolto l’intorno con uno sguardo vivo il momento con i piedi. Eppure ciascuno ha una propria funzione, l’essere parte di parti di parti di pura finzione. * Piccole bambine bionde sollevano le gonne raccolgono meduse nel palmo della mano e le sciolgono al sole estivo. Le mamme ridono intorno si spalmano olio solare e ridono intanto. Morte crudele di essere inferiore non tocca coscienza né cruda né santa né marcia. * Eppure, Livorno Questa città bella – chissà – in un modo tutto suo, come un corpo che conosco a memoria, amara di menti poco inclini all’apertura, chiusa avara che si fa dimenticare, eppure c’è un porto eppure c’è un mare. * Per Alessandra, senza sapere dove ci porterà il mondo Io e te siamo uguali uomo o donna poco importa. Vivo con te da bimbo ostile se non cerchi la mia mano o parlo piano e non mi senti o non mi ascolti o non capisci e non ci accarezziamo. Lascio che l’ansia mi tiri la pelle. Provo a sorridere...