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Paolo Maccari, una poesia inedita

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21 settembre 2023 Lo sentivamo negli ultimi tempi che era in viaggio e ora è giunta l’ora. Come sempre le ore radenti, ci ha sorpreso un po’ sfiniti, nascosti dietro a un muso trafelato. Per aumentare al massimo la nostra riserva di vergogna, abbiamo opposto blanda resistenza, come una mano che esita appena prima di toccare rassegnata la fronte in un saluto militare estorto da un potere superiore. Come una mano che ancora si stende a carezzare una fronte fredda. Come una mano che si stende ma trema troppo e si chiude a pugno e non sa dove sbucciare le nocche. E ora, cuore sbilenco, pendola irregolare, nessuno trepiderà per te in fondo al corridoio rabbuiato. Si sono spente le luci e nel cassetto famoso sono finite le candele. Bisogna che la coscienza torni giù. Lì ancora esiste scandalo per ciò che è piccolo e male. Apriamo lo stradario. C’è una via che porta verso la piazza. Non la interseca più la ferrovia. Giriamo la chiave, dopo aver salito due a due le scale di travertino. Giriamo...

Paolo Maccari, due poesie inedite e un poemetto inedito

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Nascere Aspetto. I girini si agitano nella pozza. Sgorbi neri sognanti una coppia di zampe, poi un’altra. Aspetto fuori. A qualcuno sbucano le zampe. Gli altri lo festeggiano astiosi. L’invidia favorisce il processo. Si moltiplicano zampe nei corpi viscidi. Aspetto fuori, obbediente. La pozza si sommuove. La vita in atto. Si consuma qualche vitale delitto. Chi ha due coppie di zampe lo approva. Aspetto fuori, obbediente alla legge. Dolore e desiderio sommuovono la pozza. Do un ultimo sguardo. Mi concentro. Sbuffo.  Il semaforo rosso attenua il suo ghigno. Un altro ultimo sguardo. Ecco il verde. Mi tuffo. * Sparire Cilindri sfocati, al crepuscolo, si librano sull’Elsa.  Moscerini. Quanti milioni sono? I cilindri che fanno stanno come lanterne sopra la lenta corrente verde. I cavedani nuotano a fior d’acqua ma a saltare è sempre  uno invisibile. Imprendibile. Tra un minuto è buio. Tra pochi giorni estate. Tra il fiume e la sera e il sambuco si srotola un discorso riposato. ...

"Fresco di stampa": Paolo Maccari, Quaderno delle presenze, Le Lettere, 2022

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Scarabocchi Muri bianchi così sporchi ce li hanno solo stanze abbandonate alla fantasia disabitata della muffa, o quelle dove vivono bambini. Qui viveva un bambino abbandonato ai pensieri. La fune d'acciaio delle associazioni calava verso il basso l'ascensore dei suoi pensieri. Seminterrati. Auto spente in ordine e agghiaccianti. Ora la stanza, sbiancata da neon clamorosi e liberata dal disordine dei mesti giochi, sarebbe ancora più lugubre se le pareti non fossero ancora sporche di delicatissimi graffiti. Venite a leggere, guardate i disegni. Non aveva previsto il bambino abbandonato questo presente. I suoi draghi non sono ammansiti. Hanno espressioni decise, denti sbaffati di rosso. Ringhiano i musi di altri bambini mostri. Gli incubi sono sbalzati da bieche febbri di colori. Qualcuno sta uccidendo i suoi cari che passano al sangue da un sonno distratto. Non portate in questa stanza mai più il bambino cresciuto. Capirebbe le cose sbagliate e come un idiota sarebbe felice. * R...