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Gabriele Marturano, terzo classificato Premio Poeti Oggi 2023

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Finito il turno sono rotto come il manzo che torna all'asciutto, quando il pelo s'è fatto crosta del sangue dell'amico macellato da poco. Restano in fila indiana prima dell'imbocco, non come le bestie alle poste, che litigano e cercano di fregarti. Loro non vogliono fregare nessuno, gli dici di stare lì e lì stanno, sebbene sentono l'odore pungente che sono diventati i loro amici, le amanti. La chianina nell'hamburger, con un nome gourmet, aveva anche un nome bovino, un muggito particolare che le addolciva gli occhi. Del suo sguardo, resta l’umido nel cestino. * Gabriele Marturano nasce a Carate Brianza nel 1992, ma vive da sempre a Verano Brianza. Si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano, insegna materie umanistiche nelle scuole secondarie di I grado della Brianza e ha scritto per una rivista internazionale di musica. Ha pubblicato L’anfibio , edito da Fucine Editoriali nel 2020. La poesia contemporanea in lingua italiana

Gabriele Marturano, “L’anfibio”, Fucine Editoriali, 2020. Segnalazione di Fabrizio Bregoli

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Viviamo sugli allori della nostra malattia, aspettando un’inattesa sincerità. Questa birra è un rito abbreviato che mi stana dal mio pozzo arredato. La vita è un’istantanea: più passa il tempo più capisci cosa c’è dentro. Metto elio nelle vene, ogni zavorra di certezza la lancio, come monete sul tavolo per il conto, nella vertigine d’un embolo emergo, m’intasco afelio e perielio. * Apro la porta: luce canini  che premono ai cardini degli occhi  spudorata mi bracca  una parte di me si dà alla macchia, teme l’interrogatorio. Dio, boria che sfoggia il suo repertorio, mio calvario,  a naso proseguo nell’aria lattiginosa  - ara pacis spettrale e muto - si disanima la mia retina mentre una macchina falcia  le gambe alla nebbia che presto si ricompone. Anche oggi a tentoni cerco  la via d’uscita di un mondo senza entrata. * L’ikebanista  Mi porto per mano ora, non ho più segreti: la luce inonda ogni mia ombra che si assottiglia, assume la forma di un ramo che lavoro per l’armonia  della compo