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Simone Migliazza, quattro poesie inedite

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Al centro dell’estate, nel calore, s’é fatto asciutto d’un tratto il parlare delle cose: la casa, il mare, gli alberi non dicono che sé stessi. Aderire alla vita ha un prezzo di silenzio: vivere e basta, semplicemente. Solitudine insondabile, estranea mia ombra. * La marina ventosa, i cutter bianchi. Bambini che scavallano per gioco nel frangente: ignorano le madri, fra le creste si spingono incuranti. Si tendono gli ormeggi dalle barche e nel subbuglio a permanere, solo, é il muoversi incessante degli scafi. Sferza l’aria la frangia degli ombrelli: un suono di scudiscio frusta gli alberi lasciati senza vele a ciondolare. * In queste stanze guaste il giorno arriva muovendo appena le tende, che pare d’averlo solo immaginato. Qui, nelle ore disertate dagli eventi, nulla accade che non sia già stato. Senza volere, talvolta il silenzio si rompe: hai ancora, per sbaglio, certezza d’esistere. Di fuori dalle grate s’indovina la vita: è il latrato del cane o il passo d’un vivo, lontano. * Oggi