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Simone Beghi, finalista Premio Poeti Oggi 2026

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La compagnia In quel tempo il verbo era freddo. Non come adesso, così inesplicabile. C’era solo bisogno di acquietarsi, sarebbe passato. Lo stesso, il peso era grande e marciva nell’aria il cadavere dei pioppi, la faccia a terra sul pavimento confuso di sangue e graniglia di marmo. Camminavi a balzi e a tentoni, è vero: avevi sempre la roccia nel petto, la compagnia. Ci parlavi, frantumavi i contorni a forza di piccoli sputi e colpi di scalpello, circondavi le piaghe con diademi, il cartongesso, speravi funzionasse. In quel tempo, avevi amici che rispettavano il lutto, mentre oggi vince l’espulso e la primavera è come l’autunno: inutile. Qui e ora tutto diventa sfondo: cartoline illustrate, molto nitide, raffigurazioni esaltanti, eccitanti da una volta sola, sveltine dello spirito. Ma dove è finita la misura del vuoto? Dove sono le foglie gettate a coprire l’occhio che si decompone? Si affretta questo tempo, è uno sparo. E nella traiettoria che va dal proiettile alla canna del fucile s...

Simone Beghi, cinque poesie inedite

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Agarthi Un uomo guarda la grande giostra azionata dalla mano di un bambino, torna indietro nel tempo diventa suo nonno, manda coordinate per cambiare le sorti di una guerra attraverso detonazioni. Sa di essere lì da qualche anno, prima dell’armistizio, sotto lenzuola di prato e si aggrappa alle gambe di mogli perdute in Toscana. Ma poi, tutto cambia i fantasmi di Agarthi vengono a visitarlo, gli mostrano il complotto sotterraneo, il brivido di uno scettro e riempiono improvvisamente la sua agenda. Non c’è più spazio per altro: addio Toscana, addio moglie, si parte sul treno transiberiano al lavoro, nel buco ghiacciato di promesse e prodigi di eternità, di significato, abbagli dorati ai confini del mondo. Una riga di lacrime gli corre sul viso in distanza l’uomo ha paura, sui peli bianchi indossa la maschera dei viventi e la noia di chi non oggi, non domani non potendo vivere  non è morto mai.  * La precisione di una frase Sotto una scala, il rabbino parlò delle cose che separa...