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"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Valentina Furlotti

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Pago le bollette del mio amore per te. Alla grande domanda «Non lo so» dici  e dici: «Niente» mentre secoli dedicati  a un’esistenza double-face implodono e si declassano a tempo bieco, tempo sordo. * Valentina Furlotti si cimenta nell’impresa di scrivere una poesia d’amore e, con intelligenza, sceglie la strada dell’understatement, del sottotono lirico: la verifica sull’effettiva tenuta del sentimento, della sua verità, si traduce nell’immagine, quasi irriverente, delle “bollette” pagate, in una resa dei conti tutta contabile, liquidata a ordinaria amministrazione. Alla “grande domanda” posta dall’autrice corrisponde il vivace inserto dialogico all’insegna della indecidibilità o della minimizzazione da parte del suo interlocutore, ben presente anche se mai esplicitamente nominato, presenza-assenza di fronte alla grande sfida che si pone. Tutto si risolve allora nella scarna constatazione di “un’esistenza double-face” a cui si sono iperbolicamente dedicati “secoli” inutilmente spesi, p