Elena Mearini, "Sottozero", Marco Saya Edizioni, 2025
Dove sono le tue vene il sangue sul dorso che sapevi si sarebbe fermato dove sono le pietre di parole e quella voce che usciva dal taglio dell’onda e che ora viaggia sui tram * Cadevi dal tempo uguale al cielo sedevi in poltrona assente al tuo nome * Aprivi e chiudevi la porta senza passare da una stanza all’altra aprivi e chiudevi per sentire il lamento dei cardini così uguale alla sillaba che ti urlava dentro allora veniva meno il tuo sentirti solo nella vertigine * Questo buio che si mescola è sotto copertura a indagare il tuo palmo quest’uomo che saluta il mio cane il pieno esposto alla notte un pugno ancora umano che alla luce del lampione esplode * La tua mano si consolava forse nel girare il colore nel secchio di vernice volevi fare il più bianco quello che nessuno vede volevi fare l’assenza e poi darla alle pareti perché si dice che i muri reggano bene il vento delle scomparse * Assolvo il compito e so di sbagliare la traccia che porta a metà pomeriggio so dei passi fiutati mal...