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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia inedita

Valentina Casadei, quattro poesie inedite

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Pazientare nell'incontinenza dei lamenti nell'aggravarsi del mio respiro corto le solitudini che mi sfuggono dalle dita e la ferita visibile che collega i miei poli stagionali di spalle, nell'angolo della classe delle orecchie d'asino sulla nuca Tengo un diario di silenzio * È ritrovarsi sola la donna con una montagna di domande un ritardo assurdo, delle risate terribili è essere raccolta con il cucchiaino il patrimonio della vergogna un materasso impacchettato, delle chiavi ingoiate è salutare la tempesta il pollice alzato sul ciglio della strada una bellezza troppo amata dei parcheggi riservati solo alle famiglie Il mio sogno nelle mani di un’altra * Questo è tutto ciò che i silenzi mi dicono: l'albero che hai piantato crescerà senza di te e se solo il mio grido potesse chiamarti il fantasma diventerebbe ombra benedetta guarigione per seconda intenzione protezione prima di una radiografia Ora, c’è qualcuno che si gode il meglio di te? * Nel fitto delle canne la lu...

Caterina Golia, tre poesie inedite

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Non è più attesa. Se guardo bene non verrà nessuno da dietro il portico se guardo bene quelle scritte sono già sbiadite. Non è più attesa questa fine di una voce, non è mai stata sospesa. È il suono che vorrebbe essere dolce di una voce che si allontana. * Sulle tue braccia nude soffio il mio respiro ma sono troppo distante, allora immagino di essere quella luce così forte che entra dalla tua finestra. * Il tuo un pensiero contaminato lercio di smog cittadino. Cammino e ti sporco pensandoti intanto un cane passo lungo il portico marca il territorio il viso di un uomo si alterna tra le colonne la sigaretta si fa una con la tua immagine sbiadita. * Caterina Golia (Portogruaro, 1999) vive e lavora a Bologna e collabora attivamente con il Centro  Culturale Giacomo Leopardi di Recanati. Da sempre è appassionata di fotografia e scrittura. Alcuni suoi testi inediti sono presenti su siti web e riviste. La poesia contemporanea in lingua italiana

Simone Beghi, cinque poesie inedite

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Agarthi Un uomo guarda la grande giostra azionata dalla mano di un bambino, torna indietro nel tempo diventa suo nonno, manda coordinate per cambiare le sorti di una guerra attraverso detonazioni. Sa di essere lì da qualche anno, prima dell’armistizio, sotto lenzuola di prato e si aggrappa alle gambe di mogli perdute in Toscana. Ma poi, tutto cambia i fantasmi di Agarthi vengono a visitarlo, gli mostrano il complotto sotterraneo, il brivido di uno scettro e riempiono improvvisamente la sua agenda. Non c’è più spazio per altro: addio Toscana, addio moglie, si parte sul treno transiberiano al lavoro, nel buco ghiacciato di promesse e prodigi di eternità, di significato, abbagli dorati ai confini del mondo. Una riga di lacrime gli corre sul viso in distanza l’uomo ha paura, sui peli bianchi indossa la maschera dei viventi e la noia di chi non oggi, non domani non potendo vivere  non è morto mai.  * La precisione di una frase Sotto una scala, il rabbino parlò delle cose che separa...

Giada Borgagni, quattro poesie inedite

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Copre le spalle uno scialle, di chi sottovoce non tace un giudizio. Non si scopre le gambe, la pelle secca, mani d’iris e vene. Anche tua madre portava i segni, che io stessa ho inciso sulla tavoletta d’argilla. I pranzi aprono confidenze: andarono a convivere dopo un mese, e poco dopo nacque mio padre. * Che siano altre creature a vegliare sul letto di chi concepisce a pancia scoperta, e vede rimarginarsi la porta. Ma la mano non sceglie l’intreccio, non si lega ad incastro. La pietra del fianco, passione che porto nel nome: si svela in faccia il mio segreto. * I miei nonni si erano preparati alla vecchiaia, avevano farcito il nido il coniglio con le olive. I figli tiranni o poveracci, restituiranno il latte tranne uno, il padre di mio babbo se n’è andato, non si è più presentato e ha lasciato per mare, il maleficio del sangue. * In strada per giungere al fiume, il ciottolo non sempre si presta al piede un forestiero ha setacciato la traccia la mano al rifugio. Noi sorelle, di onda, c...

Bando Premio Poeti Oggi 2025

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Il concorso giunto alla quinta edizione si articola in un’unica sezione: poesia inedita a tema libero in lingua italiana senza limiti di lunghezza e metrica. Sono inedite le poesie apparse su blog, siti e social media. Si partecipa con un singolo testo da inviare all’indirizzo: poetioggi@gmail.com specificando come oggetto “Premio Poeti Oggi”. Iscrizioni entro il 22 gennaio 2025,  non ci saranno proroghe. Dovranno essere presentati due allegati: Allegato 1 - documento .docx (Word) contenente titolo (eventuale), testo della poesia, nome e cognome dell’autore, indirizzo mail e numero di telefono. Allegato 2 - documento (anche foto o scansione) che attesti il versamento del contributo di partecipazione. Tutti i partecipanti regolarmente iscritti riceveranno una mail di conferma. La segreteria provvederà a inviare ai giudici i testi partecipanti in rigorosa forma anonima. Il contributo di partecipazione è di 5 euro a sostegno delle attività di Poeti Oggi nel diffondere la poesia ...

"Blocchi di partenza": Fabrizio Bregoli legge Elia Carollo

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Che fai? Che pensi? Ed a chi t’ispiri quando, seduta, fissi il muro e credi sia tutto falso. Deambuli in sedi distaccate, detesti i tuoi sospiri che spargi; scivoli oltre gli spiriti in un fondo scuro. Ora vedi te dilatarti, cerchi in sieri medici il sollievo – rallenti i respiri: basta così. Ludici passatempi stringono nodi attorno i tuoi fiati, ed io (metodico, dico) scompaio. Chiudo palesi inganni nel solaio dei ricordi sopiti; dimezzati sono, da ieri, tutti i nostri tempi. * Elia Carollo si cimenta nella forma principe della tradizione poetica italiana: il sonetto, sintetizzato a monostrofa di quattordici versi, tutti endecasillabi (forzati anche con alcune dieresi), e uno schema di rime rigoroso, che include anche scelte metricamente raffinate come le rime “sospiri”/”spiriti” e “”vedi” / “medici” che giocano sull’accentazione sdrucciola dei secondi termini della coppia. L’incipit, di evidente ascendenza petrarchesca, inizia il dialogo interrogante con un’interlocutrice chiusa nell...

Monica Savoia, cinque poesie inedite

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Sorpassa ruminando Il cielo questa Terra nebulosa più Dell’acqua, Vapore liscio Che chiamano immanenza ben Prima ancora di stendere le ali. Ma se questo è il mondo Dov’è che oseremo un’intuizione, Siediti e ricama, Annusa questo niente che ti plasma, La speranza di cui si fanno povere le mani. * Forse il congedo Partirà dagli occhi Ultima lama ferale Al petto intrusa Notte che si abbevera Ai breviari abbandonati Su ciottoli notturni Ombre ricalcate Di chi riluce nel crepuscolo. Forse a saltare Sarà la venuta al mondo Delle idee, degli abissi Intrecciati a stelle Dispettose a farsi beffe Di ogni vivere e morire. Forse l’ovale Non reggerà più il viso E a restare sarà solo Una presa in contropiede Nella foce discrepante Dove a roteare si ostina soltanto Questo cumulo di nervi. * All’ombra di ogni alba Tramonterà il ristoro Che ti è toccato Per difetto, E ancora ombre si allungano Sui declivi dell’armonia Le spemi a rimpiazzare, Ai margini di nuove morti In fasce, dove l’uggia Ci troverà d...

Eleonora Federici, tre poesie inedite

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Ginestre Vorrei tanto scrivere versi come Leopardi su monti – sterminatori ginestre e altro le mira mia mamma sulla strada – di – Piscille e vorrebbe coglierle strapparle con le cesoie come fanno i serial killer o qualche lupo – cattivo con i fiori – della – giovinezza ma sono troppo vecchia per scrivere * Margherite mi sono vista maschio un tempo mentre coglievo le margherite nel parco era un mazzo per la mamma immaginavo di fare la – pipì – in – piedi era più comodo che accovacciarsi e il blu dei grembiulini era più bello del rosa non volevo essere una Winx – volevo Batman o Goku per vincere il male – nel – mondo i supereroi sono maschi e fanno loro la storia non resta che strappare margherite da dare alla mamma * Rosa rampicante immagina una pianta colorata – di – significato per me, era la rosa rampicante e ogni spina disegnava la corona – di – Cristo quando non c’eri l’abbracciavo nell’Eden del centro – diurno sopperivo così alla mancanza dei no – delle botte – tossiche per me, la...

Maria Consiglia Alvino, "Elegie per Calypso", Delta 3 Edizioni, 2023

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Scordando Itaca Il sole smargina le cose, le colline, le case, la strada, la strada. Luce sciante sui noccioli, nel sangue, vento forte sulla disconnessione presente. Un’auto bianca scorre distante. Condomini di sonno e un monte da scalare nascosto, l’infanzia. Tutta questa vita. Siamo luce, non so. Definire, disegnare, che poi è la stessa cosa, fiori sbattuti nel blu. Cosa resterà di me e di te un testo apocrifo senza titolo diario di un mare altro di un altro verde, un’estate chiara, lontana. * Lievito madre Le cose che guardo sono tutte eterne erano qui da tempo, nella congerie di attimi e fotoni, senza tempo. Tu ridi. Un altro giorno ha tolto una gioia fugace, l’ossessione del presente. La paura è un lievito madre cresce nella notte ed è la vita, la vita che ci ostiniamo a dare. * Penelope La notte è lontana, giorno ancora non volge. Proverò ancora a osservare il moto vitreo dell’acqua, i fiori che a cento popolano la sabbia il gabbiano silenzioso che plana. Cercherò parole al fond...

Lucio Toma, Finalista Premio Poeti Oggi 2024

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Grammatica della sofferenza Occorre stare attenti quando si parla, alle parole, al senso. Anche il verbo che ama, il più innocente, può celare una lama e di traverso può mettersi perfino un pezzo di pane e il vino per quel che non tace. In teoria ubriacarsi di verità potrebbe estinguerci. Meglio per tutti l’acqua: ecco una parola che lenisce almeno finché dentro non ci finisci o anche quest’alba che porta in dono la cieca speranza sebbene il fiore su cui si posa l’ago a farfalla sia proprio il mio braccio. * Lucio Toma , docente, poeta e giornalista, è nato nel 1971 a San Severo (FG). Nel 1999 pubblica Zigrinature (All’insegna del Cinghiale ferito) e nel 2006 A Gonfie Vene (Ianua editore con pref. di Plinio Perilli). Ha collaborato con magazine locali e quotidiani, ha presentato eventi letterari e interventi critici. Ha co-diretto per radio Gargano la rubrica “Books & Music”. Alcuni suoi versi sono apparsi su varie antologie e riviste anche on line. Del 2019 è la pubblicazione di...

Filippo Ticozzi, Finalista Premio Poeti Oggi 2024

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Una famiglia sul tetto del duomo L'amore è perduto senza occhi; non si muove (non è come dicono). Vaghiamo ciechi e stanchi anche noi, avvolti in sudari, come insaccati: un'illusione costruita ai nostri avi esigenti. Un vento di sabbia lo scirocco che guasta i pensieri. Lassù non è il planare che avvince, ma l'esser di sale, statue in neri cenci e un vento tenace che non vince. * Filippo Ticozzi è autore e regista di documentari. I suoi film hanno partecipato a molti festival (Visions du Réel, Festival dei Popoli, Jihlava IDFF, Full Frame IDFF ecc.), e hanno vinto diversi premi (Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival, Best Documentary a Cinéma Verité Iran, ecc.). Insegna Cinema Documentario e Sperimentale all’Università di Pavia ed è responsabile del centro studi Officine Creative. Suoi testi sul cinema sono apparsi in volumi collettanei e su riviste specialistiche. Sta scrivendo La bocca di rame , la prima raccolta di poesie. La poesia contemporanea in lingu...